Sì, lo so che vendetta è una brutta parola.. Diciamo rivincita, va', che fa più diplomatico.
Ecco, diciamo che mi sono presa le mie rivincite. Due, per la precisione. Nella stessa sera.
Rivincita numero uno.
L'antefatto
Molti mesi fa, in una sera in cui io tento disperatamente di essere splendida e lui mi dice con un tono da vecchio zio: «
Comunque dovresti cercare di essere un po' più graziosa».
Il fatto
Lui: «Ma come siamo in tiro stasera»
Io: «Dici? mah, niente di che».
Lui: «Eh, vabbè, allora fai schifo, guarda. Non vi si può mai fare un complimento».
Io: «Guarda, è solo che mi hai vista vestita molto meglio di così, ma non l'hai notato».
Mezz'ora dopo.
Lui: «E dov'è la tua preda (
il mio adorato trombettista, ndr)?»
Io: «Laggiù, con due hostess. Non posso competere, pazienza».
Lui: «Ma scherzi, tu sei molto più carina di quelle due».
Venti minuti dopo.
Lui: «Sei veramente bella oggi».
Io: «Scusami?»
Lui: «Ho detto che sei davvero bella oggi».
Io: «Ah, scusami, volevo essere sicura di avere capito bene. Grazie»
Lui: «E però sei proprio stronza, eh».
Io: «Sempre, tesoro».
Rivincita numero due.
L'antefatto
Fine del concerto,
il mio adorato trombettista circondato di femmine. E tutti che mi dicono: «Dai, vai ora, è il momento». No, guardate, io non faccio la fila, se vuole viene lui da me. Tutti: «
Eh, sì.. figurati».
Il fatto
Venti minuti dopo.
Radunata (grazie alla sempre adorabile
Smusi) la squadra per il biliardino post-concertone. Mi avvio verso la sala.
Il mio adorato trombettista è dietro di me. Sento che allunga un paio di passi, mi cammina accanto.
«Ehm.. Comunque io sono Fabrizio, ciao» dice mentre mi tende la mano.
«Ciao Fabrizio. E' un piacere».
(Gh.)