Gli appunti di Vocina (2.0)

Una scribacchina, divisa tra la comunicazione scritta e quella cantata, tra penna e corde vocali, tra mac e jazz

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sabato, 30 settembre 2006

stickers

"Dovrebbe esserci un sistema diverso, una specie di accordo universalmente riconosciuto che non lasci spazio a malintesi. Potrebbe basarsi su gesti convenzionali, oppure su piccoli, discreti adesivi appiccicati al bavero della giacca, con colori differenti per differenti messaggi:

libero/occupato
relazione in corso/relazione finita
sesso imminente/sesso annullato/sesso momentaneamente rimandato

In quale altro modo si può capire che cosa sta succedendo?"

(Sophie Kinsella, "La regina della casa", Mondadori)

Ecco, sono assolutamente d'accordo. E' questo il metodo che bisognerebbe adottare. Altrimenti una capisce sempre fischi per fiaschi, un'occhiata diventa una roba piena di significato invece era solo un punto a casaccio dove buttare gli occhi e così via. Insomma sarebbe tutto molto più semplice, no?

 
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri, letture
giovedì, 28 settembre 2006

Flash

L'esame l'ho passato.
Mi metterei a scrivere un milione di cose, allora faccio una cosa. Scrivo dei flash.

L'albergo a ottanta euro, stanza al quarto piano senza ascensore. Il sorriso di letizia davanti alla feltrinelli di piazza argentina. La nostra cena cinese a parlare di uomini come mai avrei creduto di fare con lei. I messaggi degli amici, di notte e all'alba. Vale che dice una preghiera. La piccola Mum che è come se fosse lì con me. Ballarò e Ezio Mauro, l'ultimo ricordo prima di chiudere gli occhi. Sveglia alle sei. Tg e rassegna stampa. Doccia. Andare in edicola mentre non è ancora giorno. Armarsi di repubblica, corriere, stampa e messaggero. Leggere e sottolineare. Colazione con cappuccino a milleduecento gradi. Ritornare a leggere. Le otto. Le otto e mezzo. Le nove. Lasciare la stanza. Dubbio su Cavour nel tragitto. Mente tranquilla. Ho fatto tanto. Commissione allegra e pacifica. Quella stronza che era davanti a me allo scritto e la mia sottile, dolce rivincita. Sedermi lì come se fossi a una cena tra persone che mi trovano abbastanza interessante da farmi un sacco di domande. Giuro, l'impressione era questa. E la cosa più bella è che più domande mi fanno, più sono felice, sorrido, perché le so. Perché non avrei mai voluto che questo esame fosse troppo facile. Sarebbe stato così umiliante dopo un anno sui libri. Invece belle domande. Anche cose su cui ragionare. Mi sono sentita benissimo. Sapevo ogni espressione gergale, tutto. Uscire e pensare che posso buttare i giornali. Rientrare e vederli contenti, sorridenti, che mi stringono la mano e mi fanno i complimenti. Perché sono stata brava, cazzo. E quando esco da quell'edificio posso dirlo anche a voce alta: gli ho spaccato il culo. Non è bello dirlo così ma è così.

E le telefonate. E la voglia di dirlo al mondo e di chiudere gli occhi, fare un sospiro di sollievo e riaprirli perché ora è tutto alle spalle. Ora non devo dimostrare più niente a nessuno. Non sui libri almeno. E già questo è tanto.

Poi il giro per Roma, e in aereo delle spettacolari nuvole spumeggianti, che sono proprio come le disegnerei in questo momento. Grandi e allegre, belle da guardare, soprattutto se le sorvoli.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri

Solo due parole

Sono professionista.
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Il quaderno è quello con la scritta giornalismo
lunedì, 25 settembre 2006

Al giro di boa

Non so se questo sarà l'ultimo posto prima dell'esame, ma se non mi viene l'ispirazione per altro credo proprio di sì. Bene, finisce un'epoca. E per fortuna ne inizia un'altra. Comunque vada, non sono più la stessa persona che ha aperto quei libri per la prima volta. Sembra strano ma è vero. Più di un anno fa ero delusa, amareggiata, davvero a pezzi. Ora non è che abbia di che gioire. Ho solo deciso di aggredire la vita. E domani sarò a Roma. Esame per scambiare il mio sfigatissimo tesserino da giornalista praticante con quello da giornalista professionista. Ho passato lo scritto, manca l'orale. Ecco, tanto per farvi un riassunto. Ho tante persone vicine e questa è una cosa bella.

Siamo al giro di boa. E al giro di boa bisogna ascoltare cose che sono come carezze. Bess, you is my woman now, per esempio. E Here be changes made. Al giro di boa bisogna tenere stretto quel filo sottile che resta, tra ieri e oggi, e che mi porterà dritta dritta altrove. Dovunque sia, sarà altrove. Ma quel filo sono affetti, immagini, suoni, che non cambierei per niente al mondo.

Come si vede, l'angoscia per l'esame non si è ancora impadronita di me. Ed è così che mi piace salutare chi verrà a leggere. Ciao ragazzi, ci vediamo al rientro.
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Il quaderno è quello con la scritta sfighe

Capita

Capita che per tutto il giorno pensi (oltre a studiare, s'intende).
Capita che poi dopo lo studio e un sacco di pensieri cadi sfatta, addormentata.
Capita che è notte e c'è un acquazzone fuori.
Capita che il telefono squilla. Un messaggio.
Capita che alle tre qualcuno ti mandi un sms con una domanda da quiz di maicbongiorno.
E capita pure che tu, cotta ma abbastanza allenata per via dell'esame, rispondi precisa precisa.
Capita che si chiacchera, alle tre del mattino.


"Allora si va tutti alla festa?"
"Non è questo il punto, Charlie".
"E qual è il punto?"
"Il punto, Charlie, è che lei stava pensando a me.
Non ci conosciamo da neanche una settimana e lei stava già pensando a me".


(Da L'attimo Fuggente di Peter Weir, 1989)
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri
domenica, 24 settembre 2006

niuuoman

Sono stanca. Le ultime giornate si dividono tra studio e sogni. Le pause le impiego a sognare che cosa vorrò fare dopo, al ritorno, quando questo estenuante capitolo sarà chiuso. Che vada bene o male, sarà chiuso. Sono troppo sfatta. E' l'attesa. Avrei voluto darlo una settimana fa, anche due. Sarebbe stato lo stesso. Invece mi tocca ancora aspettare. E non ne posso più.

Però.. ragazzi, ho ritrovato una capacità di sognare che non ricordavo di avere. Devo dire che da ragazzina ero una grande a costruire storie. Inventate solo ed esclusivamente per me, dove sono l'unica e indiscutibile protagonista.. Beh, no, dai, in genere c'è anche un protagonista.. E oggi chissà come questa specie di talento a mio uso e consumo è ritornato. E ci voleva, perché mi salva da una realtà che in questi giorni diventa soffocante, salvo le belle sorprese dei giorni scorsi.

Ma vi avverto.

Quando tutto questo sarà finito sarò - zot* - una donna nuova.

*lampo
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri

I can't stand it

Non ne posso più.
Non vedo l'ora di levarmelo dalle balle.
Non vedo l'ora che sia tutto finito.
Adesso basta dover dimostrare qualcosa a qualcuno.
 Basta manuali.
Basta.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri
sabato, 23 settembre 2006

fusi

Se mi fanno una domanda sulla tv sono fottuta. Oggi ho fatto un giro di canali e ho scoperto che è tutto reality, programmi sconosciuti, senza senso, e io non so i nomi di nessuno. Cazzo io odio la tv, la guardo davvero poco da quando Dawson è diventato regista e Rachel è diventata mamma.
A parte stanotte. Vorrei restare sveglia. C'è Kubrick. Anzi, non c'è semplicemente Kubrick, c'è 2001 Odissea nello spazio. E io lo devo ammettere purtroppo. Non l'ho mai visto (Ok, Al, puoi uccidermi, o togliermi il saluto.. scegli tu!) E lo volevo vedere, giuro! Ma è alle due del mattino. Finisce alle 5. E non ce la posso fare. Poi alle 7 c'è Vale al MotoGp. Ma porca zozza, qualcosa di decente in orari normali?
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri, sfighe

pensierini notturni

La mia nuova versione festaiola vorrebbe uscire oggi, e rientrare alle 5 del mattino. Ma la mia versione "studio" non mi permette praticamente niente. Oggi ho studiato dalle 11 alle 13 (eh vabbè, prima ho dovuto lasciare un rene dal meccanico per pagare la moto che almeno ora parte...) e dalle 15 alle 21, praticamente. Perché anche la lettura dei giornali non la conto più nelle ore di svago, dato che li leggo per intero, da cima a fondo, è studio. Insomma sono cotta. Ero anche invitata a una specie di festicciola stasera ma non mi reggo proprio in piedi. Ma il conto alla rovescia è abbondantemente iniziato. Non vedo l'ora che sia tutto finito.

Chissà Mumux, oggi aveva una serata. In bocca al lupo, piccola.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri

6 a.m.

E' stato un piacere.

....

Anche per me.


Com'è possibile che sia passato quasi un mese?
Carmen, dimmelo tu how long has this been going on..

I ricordi sono sempre belli se non fanno male. E questo è un ricordo che fa ancora bene.

Post scritto sulle note di Carmen McRae, sulle parole di una sera finita con i castelli in aria, sull'aria frizzantina di una notte che diventava giorno.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri

In the bloom

Ormai è un po' che lo osservo. E in questa mia nuova dimensione in cui, immediatamente dopo l'esame, il pensiero principale è trovare un esemplare di maschio dotato di ragione da smontare come una micromachine, mi trovavo a pensare che se proprio dovessi (potessi!) scegliere, ne vorrei uno così:




In fondo è un ragazzotto normale, non ha niente di assolutamente unico. Del resto chi mi conosce sa che io sto alla larga da quelli belli. Ad ogni modo sarebbe così per le passeggiate e le cene in ristorante. Poi quando effettivamente arriva il momento di smontarlo mi diventa così:



In questa versione valuterei anche l'idea di lavargli i capelli.. ma potrebbe essere divertente anche quello..
Non so bene perché, ma io in questa immagine non riesco a staccargli gli occhi dalla bocca. Marooooò!
Comunque la verità è che mi piace troppo il suo doppiatore e quando lo sento parlare nei film non capisco più niente. Certo, sulla faccia di lino banfi non mi avrebbe fatto lo stesso effetto, lo ammetto, però...

Fantastico, oggi il mio blog sembra quello di una quindicenne. Macchissenefrega.
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Il quaderno è quello con la scritta amenità
venerdì, 22 settembre 2006

at work

Stamattina si scrive. Ultimo pezzo prima dell'esame, credo. Ma sono felice che sia per l'orchestra jazz. Perchè quando Colin Towns dirige sembra una specie di Prince brillo e contento. Ma soprattutto perché l'orchestra mi rende felice. Non c'è altro da aggiungere.

E' così dalla prima volta che l'ho sentita. A Nuoro. Facevano I loves you, Porgy. E io non sapevo neanche che cosa fosse. Ero seduta sulle scale dell'etnografico. E mi sembrava una cosa bella. E oggi pagherei oro per sentire Porgy and Bess dal vivo, perché da quando la conosco a memoria, anzi LE conosco (versione Ella-Louis, versione Miles-Gil, versione OjS-Fresu-Linx) non l'ho mai potuta sentire di persona. E mi mordo le mani.
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Il quaderno è quello con la scritta musica, giornalismo, jazz

back home (if you don't know me by now)

In macchina si cantano delle canzoni impossibili. Ma che ridere. No, non ridere. Cioè non divertente da ammazzarsi di risate. Eppure con la voglia di sorridere, per essere lì, perché il cervello va a mille e anche se sono solo fantasie vanno bene lo stesso, mi fanno stare bene. E poi perché questa cosa inizia a diventare qualcosa, non so se una amicizia, non lo so. Con me che faccio capriole e geometrie svizzere con la mente, forse non è che si possa dire davvero amicizia, ma insomma, si conversa, ed è così che si inizia a capire com'è fatto qualcuno. E conoscere qualcuno è la fase più bella.

Come quando ho diviso la stanza con Rachele. Una notte di chiacchiere, un giorno di esame, ed eravamo diventate inseparabili.

Come quando ho diviso casa con Marta. Parlare della propria infanzia e dei propri casini e dei propri sogni mentre si scola mezzo chilo di pasta con un colino del cazzo è una roba strana, ma se è possibile ora le voglio ancora più bene. A lei, non alla pasta.

Come quando chattavo col mio Capo, ed era a un metro da me, ma nonostante questo non ci conoscevamo. E poi ci siamo mandati una camionata di sms.

Come poco fa: "Allora vabbè, a questo punto ci vediamo dopo l'esame"
"No, dai, sicuramente ci vedremo prima"

Conoscere qualcuno è la fase più bella. Non può ancora deluderti. Le delusioni arrivano solo quando le persone le conosci. O quando credi di conoscerle. Io stavolta non voglio fare nessuna ipotesi.


Grazie ai Simply Red per la seconda parte del titolo di questo post. E anche per quella canzone, che aveva il video in bianco e nero e mi faceva sentire sempre innamorata e triste.
Scritto velocemente da littlevox alle 01:42 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti
Il quaderno è quello con la scritta pensieri
giovedì, 21 settembre 2006

suonare suonare

Sono brava a fotografare i momenti in cui sono felice. Anche se non succede niente, anche se apparentemente sono giorni normali. Ieri sera per esempio. Ero felice.
Grazie a Pina e alla combriccola che è venuta fuori ieri sera: prima, durante e dopo il concerto dell'orchestra.
Grazie a Aladar che ho rivisto di persona dopo secoli di ficcanasate sul suo blogghe (ti mando tutto il codice html, promesso!) e grazie alla Pfm, ai Flintstones, a Monk (che risolve tutto, vero Pì?) e a tutto quello che è successo fino quasi alle quattro.

Mi sembra di avere incontri ravvicinati con la mia vita a volte. Con quella che potrebbe essere, con quella che vorrei, con quella che mi sono sempre rifiutata di fare. Ho deciso di non negarmi più niente. Spero di riuscirci. Detto questo, l'esame non mi tormenta. Ho studiato per un anno e ora sinceramente faccio davvero poco. Leggo molto i giornali, ma il resto è abbastanza a posto (speriamo non siano le ultime parole famose).

Ho dormito tre ore stanotte (e credo si veda dai voli pindarici di questo post). Non so se riuscirei a riprendere i ritmi nuoresi ma qualche volta bisogna farlo. Bisogna avere qualcosa da raccontare ogni tanto.

Post scritto con in testa le note di Suonare Suonare - Pfm
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri, musica
martedì, 19 settembre 2006

Conversescion - postilla bis

Poi capita che nella conversescion guardi il cruscotto. Tu hai una paura fottuta della velocità in macchina. La lancetta sale tranquilla, 120, 140, 160, 170. E tu non pensi neanche per un momento che la cosa possa essere un problema.
Scritto velocemente da littlevox alle 20:51 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (2)
Il quaderno è quello con la scritta pensieri