Ok, devo farlo per forza. Perché gli appunti del 2006 non possono chiudersi senza le cose da tenere care.
Siccome sono un'ottimista, saranno tante. Vediamo quante me ne ricordo.
1. l'esame orale a Roma, le mille domande e i dieci punti in più
2. il mio quintetto
3. Lethiz, Mumucs, Smusicando (e pure Spineless)
4. il mio lavoretto pagato a cd
5. la proposta bellissima arrivata pochi giorni fa
6. la proposta di mr jazz
7. la classe di musica d'insieme con tino
8. le sedute di Stoloff con Smusi
9. il dottoraus
10. le telefonate alle quattro del mattino
11. il mio nuovo look
12. il blog
13. le notti e le albe nuoresi
14. il disco di Mingus comprato per festeggiare l'esame
15. le jam session
16. i piccoli, giganteschi talenti che ho conosciuto
17. la mia firma sul sito dell'Espresso
18. il pianoforte
19. chi mi sta accanto anche quando non glielo chiedo, perché a volte mi irrita ma mi vuole solo bene
20. i miei
21. il mac
22. le gonne
23. il mio Capo, che un sacco di volte non so che fine abbia fatto, e forse è dura anche per lui
24. "Confessioni di una mente pericolosa", "La mia vita a Garden State", "Round Midnight", "We're no angels", e molti altri.
25. Paolo che viene a salutarmi e mi chiede come sto, Tino che mi abbraccia e tutto il quintetto perché sono fantastici.
26. Maria Pia che dimentica il mio nome al seminario, e mi presenta come veterana ma proprio non lo ricorda, ed era anche tenera perché mi ha guardata e credo si sentisse un po' in colpa. E' bastato quello. E le cose belle che mi ha detto durante quei giorni.
27. David Linx, e il suo Nature Boy. E il mio.
28. Petrella.
29. Kurt.
30. I provini in radio
31. Milano e Denise
32. Braga e il suo divieto di frequentare analisi I
33. Frass che mi fa i complimenti per Bewitched, e che è dispiaciuto per non averla sentita quando l'ho rifatta.
34. Wayne Shorter, Betty Carter e Brad Meldhau.
35. Eddie Palmieri, Horatio "El negro" Hernandez e Giovanni Hidalgo.
36. Il concerto di Jovanotti
37. Le cose che mi ha detto Elisabetta al Kill Time.
38. Rachele.
39. "Lei ha una capacità di sintesi come pochi altri"
40. Chi ha deciso che forse vale la pena di conoscermi meglio, e i momenti in cui so tenergli testa.
Mai come quest'anno le persone lontane mi sono state così vicine. Ieri ho sentito per telefono quattro delle persone a cui voglio più bene, e abitano ognuna in un capoluogo di provincia diverso, tutte lontane. Che poi la gente mi chiede che cosa faccio a capodanno, e io rispondo niente, perché siamo tutte sparse e se un giorno ci riesco organizzo un capodanno dove ci siamo tutte. Un giorno, promesso. Ma anche se non è capodanno va bene lo stesso. Basta che non sia il seminario perché così è troppo facile...
Con una si organizza di andare a Roma, con una di partire per Milano, con un'altra di andare a Londra, con un'altra.. un po' più vicino ma alla fine è una gitarella pure quella. Vabbè, ad averci i soldi vado da tutte!
Oddio, mai avuto tante amiche donne come in questo periodo. Amiche proprio, non di quelle che vedi tutti i giorni per noia. Io queste manco le vedo però le adoro. Sì, quest'anno sono proprio cambiata un sacco.
Poi oggi un carissimo amico che sta a Napoli è diventato papà. E anche se ci sentiamo pochissimo gli voglio troppo bene e sono felicissima. Auguri Cla'!
E grazie a Cip per il titolo.
Qui si è iniziato ad apparecchiare dalle quattro. Le sedici insomma.
Aiuto.
I greci avevano una divinità per ogni cosa, no? la voglio anche io, in modo da poter imprecare con un destinatario preciso.
Il dio dello spuntino pomeridiano: Merendio (imprecare quando non c'è niente in dispensa)
Il dio della vista: Diottria (imprecare quando non trovi gli occhiali e quando non vedi un accidente)
Il dio dei regali: Diodato (imprecare per regali natalizi visibilmente riciclati)
Il dio degli egoisti: Iodio (imprecare quando i vostri amici non vi cagano per niente)
Il dio dei saccenti: Sodio (imprecare quando l'interlocutore spara sentenze a raffica)
Il dio della noia: Palladio (imprecare quando non c'è nulla da fare)
Il dio della poesia: Rimedio (imprecare quando non riesci a scrivere in versi)
Il dio altrui: Tedio (imprecare quando l'oggetto del proprio desiderio ha un altro oggetto del proprio desiderio)
Il dio della guerra: Armadio (imprecare in caso di battaglia)
Un giorno ce ne andremo a Parigi.
Non in questa vita, certo. Fra qualche vita. Quando il karma vorrà che io sia un po' più simile a te e tu un po' più simile a me. Ora proprio non c'è storia, caro te. Ma va bene, mica me la prendo.
Andremo a Parigi, dicevo. E sarà il primo dei posti che vedremo. E chissenefrega della città romantica. Noi andremo lì per l'art nouveau, per la torre, per il centre pompidou, per quell'artista che tu adori e che lì si potrebbe persino vedere da vicino. Non lui, certo. Le opere. E un po' ci andremo pure per i jazzclub (e dai, questo concedimelo). Poi andremo a Montmartre, e persino a Belleville, a cercare Malaussene e incolparlo di un po' dei nostri problemi.
Poi via, dritti a New York. A Manhattan, caro mio, non puoi scappare da questo viaggio. E gireremo per almeno trenta ore consecutive, per convincerci che nel mondo esistono posti dove il giorno non finisce mai. E che se ci serve un martello alle tre del mattino possiamo andarlo a comprare come se fosse la cosa più normale del mondo. A quel punto andare a comprare le sigarette a mezzogiorno sarà il massimo della trasgressione. Poi ce ne andremo un po' in Canada. Per il freddo, per il francese, per l'inglese e per quel paesaggio che non è più America, ma è quasi vicino alla fine del mondo.
....
Ok, ok, ti ho sentito. Andremo anche lì. Lo so che ci vuoi andare, e allora ci andremo, e impareremo un sacco di cose. E faremo l'unica cosa che si può fare in un posto come quello. E io starò a guardarti e a pensare che sono fortunata. E che lo sono doppiamente perché sono la tua metà esatta. Che poi lo so che te lo dirò e tu ti metterai a ridere. E però in fondo un po' ci credi anche tu e allora mi sollevi da terra e mi fai fare un mezzo giro e poi mi abbracci. E io ti tirerò un pugno. E poi rideremo da morire. Che alla fine è quello che ci viene meglio. Non sorreggerci a vicenda, non aiutarci, non ascoltarci. Una cosa decisamente più istintiva, dove la ragione non c'entra niente. La cosa che ci viene meglio. Guardarci e ridere.
Ma non in questa vita.
Oggi è successa una cosa, che è inutile raccontare, per la quale mi aspettavo un sms. "Mi aspettavo" in questo caso non indica trepidante attesa, ma una cosa tipo "ommioddio, quindi adesso mi manderà un sms".
Questa frase avrebbe bisogno di un soggetto. La terza persona singolare sottintesa è un maschio bianco, più vicino al genere animale che a quello umano, ma anche più vicino al genere vegetale che a quello dotato di raziocinio. Un essere assolutamente schifoso, (direi immondo se non mi facesse sentire Eco.. mondo..ondo..ndo.. ... ... ... che minchiata), una cosa proprio troppo schifosa, una presenza che non augurerei a nessuna delle persone che conosco. Proprio uno "malu" come direbbe mia mamma.
Non è che ci dessi peso più di tanto, ma mi dicevo: guarda, tanto arriva.
Si sono fatte le 22, mi era anche passato di mente. Mi trovo a scorrere i messaggi ricevuti sul mio telefonino bellissimo e.. !
E questo quand'è arrivato?
Morale della favola. Il messaggio era arrivato. Verso le tre. E secondo il mio telefonino l'avevo pure letto.
Delle due l'una. O l'ho letto e l'ho subito rimosso (e allora voglio poter usare questa facoltà fantastica per tutte le sfighe che mi capitano) oppure il mio telefonino era in modalità "ignora rompicoglioni", e con quello che costa probabilmente questa modalità esiste e si attiva telepaticamente, a contatto con la pelle che analizza l'acidità del mio ph e stabilisce quali persone è meglio farmi evitare.
Sì, sì, è la seconda. Ne sono sicura.
Nokia, I love you.
Non so come sarà l'anno nuovo, ma gli ultimi tre giorni dell'anno hanno portato almeno tre belle notizie. Non cose epocali, ovvio, però belle. Speriamo che continui.
In fondo io amo Mtv.
Perché annunciano la nuova serie di Loveline.
E in sottofondo c'è Monk, "Ruby, my dear".
..che siamo sagge a vicenda, alternativamente, l'una sulle cose dell'altra. E' questo il segreto. Qualcuno un giorno mi disse che non importa se una persona pensa bene o male di te, ma se prima eri una presenza che poteva esserci o meno, e ora diventi una a cui si pensa, qualcosa è successo. E anche se succede in orari assurdi, va bene lo stesso. E io prendo e metto nel cassetto, come una cosa a cui un giorno penserò col sorriso. E alla fine, in fondo lo sappiamo che tutto cominciò con un foglietto con su scritto "E siamo già a mercoledì!". Così è iniziata, no? Allora la saggia non ero io, troppo incasinata con i castelli in aria. Ma tu avevi capito che in fondo poteva essere una cosa bella, da prendere così. E io ho seguito quella saggia della mia amica. E in genere ho sempre fatto bene. E se parto, prometto che un maglione verde di quel verde e viola di quel viola te lo porto io.
Un'altra porzione di quell'ometto splendido che suona il flicorno, grazie.
E già che c'è, aggiunga anche quell'istante in cui ettore mi spara un sorriso grande come lui.
Ah, senta, dimenticavo, può per favore mettere in un piattino a parte un po' di tino che mi abbraccia forte forte?
Eh, visto che è lì, faccia un unico viaggio, mi prenda anche una fetta di quello con le scarpe da ginnastica, quello che suona quel coso enorme, e che mi dice:
"ma tu hai sempre un sorriso così?"
"sì"
".... anche di mattina?"
E se proprio insiste, come dessert, un solo di cip.
Grazie.
Ieri ho incontrato Jude Law.
E giustamente tu hai pensato bene che invece per me andasse bene quel gesucristo del suo amico. Ora, con tutto il rispetto. Potevi semplicemente evitare? cioè vabbè, la mia amica merita, è vero. Merita tanto la mia amica adorata. Ma bisognava per forza dividere? e io dovevo andare per forza con l'intellettualoide anonimo col cappello da lester young e lei col figo quasi minorenne?
Ora, visto che lui aveva 25 anni e io 29, se permetti ci penso. Con tutto il rispetto, secondo me 25 vanno bene pure per te, amicamì, e infatti per me non c'è problema se ce lo dividiamo noi due. Uno con due occhi così.. mi va bene anche se me ne tocca solo un quarto.
1. di quelli che mi chiedono che cosa farò a capodanno, e quando glielo dico sorridono perché pensano che scherzi. Mi dispiace, ma starò davvero a letto con harrisonford a vedere Blade Runner con un chilo di popcorn. Anche volendo, non ho nessuna alternativa.
2. di quelli che mi dicono "portami da bere".
3. di quelli che non si sognano di chiedermi "come stai?"
4. di quelli che spariscono, riappaiono, spariscono, riappaiono.
5. di non avere un lavoro.
6. di quelli che mi giudicano senza sapere un cazzo, e che usano parole come "piaggeria". E' meglio che io lasci cadere questa cosa perché potrei incazzarmi, infuriarmi, e perché potrei persino fare una cosa peggiore di quella che tu chiami piaggeria. E che comunque andava solo a tuo favore. Potrei ignorarti. Ecco, credo che lo farò. E poi fammi sapere se esci sul giornale, mi raccomando.
7. di quelli che mi dicono "la ruota gira".
8. di quelli che mi dicono "ma come? carichi il telefono da dieci euro?". Sì, lo carico da dieci, che sarebbe anche un decimo di quello che prendo al mese, e se proprio ci tieni a saperlo, carico molto più spesso da tre.
9. di quelli che mi trattano come se fossi un maschio. Ok, non sono figa, ma non per questo significa che devo per forza essere trattata come un maschio. Per favore, di questo non ne posso più davvero. Non fatemi più nessuna confidenza, non me ne frega un cazzo di quello che fate con le donne. Fateci quello che vi pare, Ma non venitemelo a raccontare.
10. di quelli che mi scrivono "chiamami". E hanno tim. E io ho due euro nel cellulare.
11. di quelli che mi dicono di scrivere qualcosa che non è ancora successo.
12. di quelli che mi dicono "dovresti essere più femminile". No, non avete capito. Ho passato gli ultimi mesi a comprare trucchi, stivali, gonne, calze. Poco di tutto, coi soldi che ho, ma l'ho fatto. E' cambiato qualcosa? Poi ho capito che era una considerazione fatta per passare il tempo, come dire "eh, vorrei imparare a sciare", che ne so, una roba così.
13. di quelli che mi dicono che dentro me c'è una cantante di musica leggera.
14. di quelli che danno solo aria alla bocca.
Perché il giorno di natale canti Summertime con il chitarrista di vasco?
Cioè, tu hai una voce spaziale, hai un miliardo di doti, sei fantastica quando fai rock e tutto il resto.. Allora perché (perché?) devi cantare Summertime?
Perché rock e con la chitarra distorta?
Perché?
Ok, Dolores O' Riordan è in vena filoreligiosa da qualche anno, da quando ha cantato l'Ave Maria al Pavarotti & Friends, e da allora ogni due per tre canta a un concerto celebrativo di qualche festa comandata.
E in effetti la sua Ave Maria aveva un senso alla fine degli anni Novanta, ma ora non ne ha più molto, e s'è messa a cantare qualcosa che aveva un titolo sulla mangiatoia..
Allora, colleghe, io vi adoro e vi stimo veramente tanto (più dolores, a essere sincera) però perché summertime deve avere le schitarrate sopra?
Ok, però devo ammettere che eravate mille volte meglio di quella formazione improbabile per Who wants to live forever, che vedeva Mingardi alla voce, un coro e un soprano di ottant'anni (e con altrettanti lifting), che cantava il ritornello una dozzina di ottave sopra a quella in cui è scritta.
Ma perché?
Caro te,
che cosa ti avevo detto? anche questo natale è passato. Bastava opporgli un calendario mentale che indicasse un qualunque giorno di gennaio. E alla fine è stato un giorno come una domenica qualunque, anzi, più bella, perché mi sono rintanata in casa con i miei, ho fatto gli auguri a pochissimi, e ho cercato di non vedere nessuno perché odio i convenevoli. Niente regali, niente finte, niente atmosfera buonista, solo un caminetto acceso, un pranzo un po' abbondante (ma neanche tanto) e tutti i nostri cani campagnoli (che sono tanti).
Tu invece sei finito sperduto alla fine del mondo, e poi invochi aiuto. E' vita questa?
("..è morte questa?" ti risponderebbe Amleto)
Beh, sì. Anche la sfiga è vita. Ne è una parte fondamentale.