Gli appunti di Vocina (2.0)

Una scribacchina, divisa tra la comunicazione scritta e quella cantata, tra penna e corde vocali, tra mac e jazz

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martedì, 30 gennaio 2007

no italy, no party..

Da qui ad agosto, il posto più vicino in cui Kurt andrà in concerto è l' Estoril Jazz Festival, a Lisbona. Il 14 luglio. Arriva dritto da New York e riparte per la California subito dopo.

Ma io dico, Kurt. Un tour europeo.. non ci stava? Se serve il posto.. io ho la campagna, una sistemazione la troviamo!
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Il quaderno è quello con la scritta jazz, comunicazioni personali

Deformazioni

Scrivo poco e penso un sacco.
E pensare troppo per me non è proprio il massimo, perché poi finisco per pensare alle cose tristi. Finisco per pensare alle cose che mi mancano. Quelle umane. Beh, no, a dire il vero di cose umane belle ultimamente ne ho tante, ho amici e persone che mi vogliono bene, anche se sono tutti lontani. E però ormai lo sapete come sono. Anche se voglio fare un post sulle cose tristi a cui penso poi alla fine non ci riesco a fare un post sulle cose tristi, perchè penso alle cose belle. Magari poche, ma insomma ormai l'avete capito che sono fatta così. E così è bellissimo incontrare per caso persone spettacolari, è bellissimo lavorare con persone che all'inizio, per via della mia timidezza, pensano che io sia una ragazzina sbadata, ma la seconda volta che mi vedono all'opera mi guardano a bocca aperta e iniziano a decantare la mia professionalità e il mio metodo di lavoro (tiè!). E' bellissimo che una persona adorata e stimata, altrettanto professionale e precisa, mi chieda di lavorare con lei, e che io sia all'altezza di farlo.

Certo, ci sono almeno un miliardo di ragioni per cui ora vorrei rannicchiarmi nella poltrona, chiudere il mondo fuori e pensare a coccolare me stessa con la mia tristezza. Però alla fine il mondo è ancora un bel posto.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri
lunedì, 29 gennaio 2007

what is this thing called love?

L'avevo detto.

Non rivedere Romeo e Giulietta. Non rivederlo. Perché sai a memoria tutte le versioni. Perché conosci ogni gesto, ogni battuta, ogni fotogramma. Perché poi fa male, cazzo. Fa male se qualcuno ti ricorda che l'amore è solo un grandissimo bastardo.

Perché lo sai che è bastardo e stai ancora cercando di far finta di niente.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri

Scent of a (lonely) woman

Oggi la mia pelle ha un profumo spettacolare.

Peccato che non lo sentirà nessuno.
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Il quaderno è quello con la scritta vocina-shaped world
sabato, 27 gennaio 2007

Ok, ho un lavoro.
Insegno.
Non vi spiego quanto io avessi giurato a me stessa di non farlo mai e poi mai. E invece non ho scelta, e allora eccomi qua.

Non so che cosa dirvi, è stato angosciante finché non ho iniziato a parlare. Ed è bello. Potrei persino dire che è una delle cose più belle che io abbia fatto da mesi e mesi a questa parte. Fare qualcosa per gli altri, e per me. Fare qualcosa di cui altri riconoscono il valore (insomma pagano, e non devo elemosinare). Non dover dimostrare nulla a nessuno, ma condividere semplicemente quello che io stessa ho imparato poco tempo fa. Fare qualcosa per cui le giornate acquistano un senso.

Capite?

Ora le giornate hanno un senso.

Quindi forse ora capite in che stato fossi prima che questo succedesse.
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Il quaderno è quello con la scritta

olrait

Sono ancora viva, eh.

Non sembra, perché sono spaccata e anche un po' in frantumi, ma soprattutto senza un minuto.

Comunque sono viva.
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Il quaderno è quello con la scritta comunicazioni personali
giovedì, 25 gennaio 2007

la dolce orchessina

C'è una strega che..

No, aspetta
.

C'è un' orco che..

No.. ehm.. dunque..

C'è un'orca che.. ecco.. no, aspetta, l'ho visto Shrek, come la chiamavano..? orchessa?

Ok.

C'è un'orchessa.
L'orchessa ama cantare. Anche ruttare, appena scende dal palco. Ma ama cantare, sul palco. L'orchessa è unanimemente riconosciuta come tale per la tipica voce da orco. Ma soprattutto perché ha un'estensione di una terza.
Minore.

L'orchessa ama rubare ai ricchi per dare ai poveri. I ricchi sono quelli che hanno un sacco di cose, tipo voce e voglia di mettere il culo sulla sedia (ma in punta, per respirare meglio) per studiare. L'orchessa dà ai poveri. E lei è povera. Povera di voce, povera di spirito. Ricca di sostanze gassose (ma questa è un'altra storia). Insomma a suo modo fa del bene. Cioè si fa del bene. Cioè si fa sicuramente qualcosa. Bene.

L'orchessa ruba canzoni. Ruba anche musicisti, gruppi interi, repertori completi. Perché lei ama girare nella foresta di Sherwood (vabbè, non è che posso svelarvi proprio tutto) e chiedere ai forestali (non si chiamano così?) "Senti, non è che.."

(No, aspettate, dovete impostare la voce. Va bene un re sotto il do centrale. Fatto?)

"Senti.. (burp) .. non è che ti serve gente per cantare?
"E cosa?"
"Eh, gez"
"Ah. E con chi?"
"Eh, mì,  gente brava, che io con gente mediocre non ci suono. Io solo musicisti bravi e belle canzoni".


Musicisti bravi. Diciamo formazioni nate attorno ad altre persone.
Belle canzoni. Diciamo canzoni scelte da altre persone.

Lo so cosa state pensando. Gli standard sono gli standard, ognuno canta quello che vuole. Ma se casualmente si trovano gli stessi brani di un repertorio completamente disomogeneo, costruito su una voce e su un gruppo nato anni prima..
Il problema non è poi l'orchessa in sé. Che faccia quello che vuole. Il problema è che l'orchessa fa gli incantesimi. E riesce a circuire persone che tutta Sherwood reputava immuni da ogni incantesimo.

Quindi chiamo a raccolta i sette nani, la strega cattiva, la bestia e la bella, lo stregatto, le sorellastre di cenerentola, i quindici uomini sulla cassa del morto, i tre porcellini, il lupo cattivo, le carte del paese delle meraviglie, la mela avvelenata, il pisello della principessa (quella sul pisello), e pure highlander (ché magari ci aiuta joesandalo), megaloman e i power rangers.

Ci siamo tutti?

...

Azz, Leonà, tu sei sempre il più lento di tutti... Michelangelo e Raffaello non sono così tartarughe..
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Il quaderno è quello con la scritta brainstorming, ho visto, mah
mercoledì, 24 gennaio 2007

Perché a volte le persone sono una delusione continua?
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Il quaderno è quello con la scritta mah
martedì, 23 gennaio 2007

The vocinas - season 2

E quando c'è una giornata come questa bisogna prendere Coltrane, precisamente Complete Impulse! Studio Records (cd 1) e infilare Soul Eyes dentro iTunes.

E poi bisogna prendere il cervello e ridargli una forma. Perché un cervello può andare in pappa parecchio quando ci sono giornate come quella di oggi, quella di ieri. Sembra di essere nella serie nuova di un telefilm, ci sono tre personaggi mai visti prima, che sono spuntati fuori dal nulla e che ora, come niente fosse, mi cambiano l'esistenza. E qualcuno della vecchia serie che mi lascia il testimone, tipo il cattivo che si è pentito e fa un regalo gigantesco al protagonista. Ma non per farsi perdonare, perché poi sparisce. Però tipo se c'è carenza di materiale, con la scusa può saltare di nuovo fuori alla stagione successiva.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri, ho visto

Anche oggi ho un mantra

ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro.

Non è esattamente la mansione che desideravo ma pagano bene e io sono felice perché ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro.

E' solo per pochi mesi, ma non vedo soldi da troppo tempo e quindi sono felice perché ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro ho un lavoro.
Scritto velocemente da littlevox alle 13:45 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (12)
Il quaderno è quello con la scritta cose belle

speak low

Metti che poi una sera te ne stai sempre nella stessa stanza, e non sai che fine abbia fatto quel suono che sentivi. Tendi l'orecchio, ma proprio non c'è. Però non l'avevi immaginato.

No, io non l'avevo immaginato. C'era sul serio. Però non c'è più. E quello che mi sembra di sentire ora è tutt'altro che un sibilo. E' un brano intero. E' una melodia che ha un tema, le variazioni, le modulazioni. Ha persino le parole.

Ha persino le parole.

E' questa la cosa più incredibile.
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Il quaderno è quello con la scritta cose belle
lunedì, 22 gennaio 2007

it could happen to you

Oggi solo buone notizie.


Da non crederci.
Scritto velocemente da littlevox alle 21:21 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
Il quaderno è quello con la scritta

un compleanno da ricordare

Capita che certe cose nella vita capitino solo una volta (a volte neanche una), magari da lontano. Capita che magari tu lo sogni tutta la vita, di andarci anche solo vicino. Capita che ci pensi mentre ascolti i dischi, mentre scrivi. A volte mentre parli. Non è che sia un chiodo fisso, ma ogni tanto ci pensi. E quando ci pensi è come un desiderio quando si è ragazzini. Non sai bene che cosa sia, ma ti ispira. E non sai neanche come ci si arrivi, però sai già che in un modo o nell'altro dev'essere una cosa da restarci secchi.

Magari hai sette anni. E anzi, guarda, magari li compi proprio quel giorno. E papà ti organizza una festa pazzesca. Invita molti amichetti, i compagni di scuola, e pure gli adulti. E qualcuno suona. Ci sono un sacco di strumenti. C'è anche un gran coda. E poi mixer, cavi. Ma soprattutto il microfono. Bambina di sette anni, c'è il microfono. E bambina di sette anni appena compiuti lo sa che la festeggiata è lei, e che potrà cantare come fanno le cantanti vere in televisione. Bambina di sette anni appena compiuti tira la giacca al papà, vuole cantare. Papà la accontenta. Chiama qualcuno dei suoi amici, di quelli che suonano, uno ha la giacca, uno la maglietta a righe. Bambina di sette anni appena compiuti ci tiene a fare bella figura. Vuole cantare un pezzo di Whitney Houston. E canta.

Canta.

Applausi.

E poi via a soffiare le candeline sulla torta.

Nella stanza degli strumenti restano due adulti. Quelli che l'hanno accompagnata nel pezzo di whitney che bambina di sette anni appena compiuti ha cantato. Un adulto ha la maglia a righe. Si chiama Pat. L'altro adulto ha la giacca. Si chiama Brad. E quando si alza dal gran coda sorride e stringe la mano al signore con la maglia a righe che suonava la chitarra.

Si sono piaciuti. E tanto. Hanno deciso di fare qualcosa insieme.
L'hanno chiamata con un nome complicato: Metheny Mehldau.

Cronaca romanzata, ma non troppo, del primo incontro fra Pat Mehteny e Brad Mehldau, alla festa di compleanno di un amico comune. Non so se sia vero che c'erano gli amichetti e la torta. Ma la bambina, la canzone e Brad e Pat e tutto il resto, c'erano.


Bambina di sette anni appena compiuti.. senti un po'. Non so se voglio adottarti o farti fuori. Valuto anche l'ipotesi di volerti come sorella minore.
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Il quaderno è quello con la scritta jazz
domenica, 21 gennaio 2007

Letter to Evan(s)

Caro Bill,
grazie.
Ieri è stata veramente una bella serata. Insomma, quegli occhialoni che ti invadono la faccia alla fine sono anche simpatici, anche se alla fine sembri uno dei Bee Gees. Però sentirti raccontare la tua vita è stato bello. E vedere quelle mani che non sembrano neanche mani da pianista, almeno non sembrano le mani dei miei pianisti. E sentire My romance, che mi innamorerei anche di un tavolo quando la sento.

Ma è stata veramente una bella serata.. specie perché poi è continuata con quelle tre impazzite delle mie blogghettare preferite.. peccato che mancasse mumucs!
Scritto velocemente da littlevox alle 15:23 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (4)
Il quaderno è quello con la scritta jazz
sabato, 20 gennaio 2007

everything happens to me

Che ridere, è come diceva Chet, capitano tutte a me. E vabbè, non è che ci sia da piangersi addosso, sono cose piccole e quindi io ci rido. Cene promesse che saltano con una scrollata di spalle, ma con un pensiero gentile, a suo modo. Risate belle per pomeriggi interi, che fanno stare bene. Poi c'è sempre quella specie di muro, quella linea bianca continua che separa il giorno dalla notte, e che sembra non si possa oltrepassare a meno di invadere l'altra corsia e scatenare un incidente.
Ma stasera avevo voglia di stare bene. E sono stata bene. Anche se capitano tutte a me.
Scritto velocemente da littlevox alle 21:50 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (15)
Il quaderno è quello con la scritta pensieri