Gli appunti di Vocina (2.0)

Una scribacchina, divisa tra la comunicazione scritta e quella cantata, tra penna e corde vocali, tra mac e jazz

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venerdì, 30 marzo 2007

Caro Rosario

Caro Rosario,
ho lavorato praticamente 48 ore di fila. Salvo un riposino fra le tre e le otto del mattino di ieri notte. E non ho ancora finito. Devo ancora scrivere mezza pagina, caro mio.
E queste 48 ore praticamente le ho passate tutte con te. Il che non mi dispiace per niente. Hai fatto tutto quello che ti ho chiesto, che poi era una cosa sola: essere lì.
E io mi nutro di ogni cenno, di ogni suono, di ogni immagine che mi si forma nella testa.
Io non so come si faccia a questo punto. Per te, dico. Insomma quando leggo che definire il tuo ultimo lavoro sarebbe fargli un torto perché è una perla di equilibrio e maturità. Io non so se continuerei a fare il mio mestiere, dopo avere letto una cosa così. E se poi sbaglio? Ma no, non importa. Tu continua.

Perchè ascolto ancora More than ever, ascolto ancora mr R.G., ascolto ancora la tua So What, e io davvero non ti perdonerei se mai dovessi smettere di suonare. E di comporre. E di arrangiare.

Grazie Rosario, questi due giorni di lavoro senza sosta sono stati più leggeri con tuo sax sempre addosso.

Lui è Rosario Giuliani. E se avete alzato un sopracciglio chiedendovi chi sia, o chiudete il blog o andate a cercarvi i suoi dischi.
Scritto velocemente da littlevox alle 23:56 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
Il quaderno è quello con la scritta comunicazioni personali
mercoledì, 28 marzo 2007

Ci sono giorni in cui prendo le canzoni pop che ascoltavo da ragazzina.

Metto lo stereo a palla e strillo il testo più forte del volume dello stereo.

Strillo finchè non sono stanca.

Così mi passa.

Qualunque cosa, passa.
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Il quaderno è quello con la scritta vocina-shaped world

the mission

Spiderman ha una missione importantissima.

Credo.

Non ho ben capito, ma mi sembra che ora debba lottare proprio col nemico, quello serio, quello di fine livello-game over. Infatti ha messo la tutina blu, quella da Ultimate Spiderman. Fatto sta che io un po' mi rompo i coglioni ad aspettare le sue missioni. Specie se non mi convoca come braccio destro nella distruzione del mostro.

Insomma io potrei disintegrare la volontà del nemico con uno dei miei superpoteri, l'indecisione femminile, che in quanto femmina ho nel dna, ma che non ho mai usato perchè nessuno mi ha mai messo a scegliere e di conseguenza ne ho accumulato una quantità tale da farne un'arma devastante. Una lunga, estenuante serie di finte, che non vanno mai a segno e che demoralizzano l'avversario fino a fargli implorare "colpiscimi!". E io allora arrivo decisa con una botta del mio super-smartphone, lo intontisco di squilli e lo acceco col flash della fotocamera integrata.

Poi quando Spiderman ritorna a essere il solito Peter, portapizze squattrinato di poche parole, o fotografo d'assalto alle dipendenze di un direttore-carogna, le cose un po' cambiano, ma poi neanche tanto.
Cambia che poi magari si va a cena. Ma mica mi viene a prendere, Peter.
Peter non ha la macchina.

Non fate quella faccia, non è mica Batman!

Ad ogni modo Peter ha gambe buone, come si evince dalla tutina aderente. E io vorrei anche testarli i muscoli di quelle gambe, ma sorvoliamo. Tanto Peter non si dichiarerà mai. Neanche quando mi vede sui manifesti 6x3, come quando MaryJane aveva la parte in "The importance of being Earnest".
Che a Peter sarebbe piaciuta quella parte. Ma stavamo parlando di me. Ecco, Peter non si lascia andare. Mai.
O meglio, sì, qualche volta lo fa. Ma non con me.
Si lascia andare solo se il nemico è riuscito a somministrargli sostanze non meglio identificate, che gli alterano i sensi. E allora capita anche che lui familiarizzi con altri nemici, travestiti da colleghi portapizze, e che ci si avvicini così tanto da ingenerare un periocolosissimo scambio di sostanze aeree e qualche cellula epiteliale.

Allora Peter ha bisogno di rigenerarsi. In realtà potrebbe aggirare il problema se in quel momento si ritrasformasse in Spiderman, solo che è pigro, troppo. E queste sostanze non aiutano. Così bisogna aspettare che passi un giorno perché le sostanze esauriscano il loro effetto.

Questo purtroppo dà ai nemici un vantaggio enorme, perché insieme all'effetto delle sostanze svanisce anche il ricordo. E così i nemici continuano a raccogliere dati su Spiderman ma senza che lui se ne accorga.

Allora ho ideato un metodo. Ho sviluppato un potere che si chiama "vuvuvù fammi un tatoo" e che funziona così. Quando Peter è in preda alle sostanze io piazzo la microvideocamera nelle vicinanze e mi rendo invisibile.
Poi, attraverso un complicato sistema di siti web, apparecchi telefonici, macchinari audio e video (ché tanto li trovo tutti io) riesco a catturare tutte le informazioni che Peter fornisce ai nemici. E con un raggio laser che parte direttamente dalla microvideocamera gli faccio un tatuaggio in tempo reale, in un codice estremamente sintetico, sulla pelle.

Così Peter saprà sempre quali sono le informazioni di cui il nemico dispone. E le capirà solo lui, in quel linguaggio impossibile che io ci ho messo anni per assimilare.

Il problema ora è capire se Peter è abbastanza cosciente da notarli quando (e se) si spoglia e si fa la doccia.

Altrimenti tocca farlo a me.

Spogliarlo, dico.


Peteeeeeeeerrrrr, tesorooooo.....
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Il quaderno è quello con la scritta supervocina, io e spiderman
martedì, 27 marzo 2007

Se telefonando..

Cari amici, vi presento Jaxtr. E' quella cosa lì accanto, arancione, che non si intona proprio perfettamente con il mio blog ma fa la sua porca figura.
E' un telefono, sostanzialmente, ma più evoluto di quelli che conoscete tipo skype. e, cosa che a me piace molto di più, è una segreteria vocale. E funziona aggratis. Mo vi spiego.

(...)

Siccome come l'ho scritto io (post che era qui e che ho eliminato, tanto era inutile) non si capiva niente, vi  giro ai miei guru.

Uno:
Boolipop

Due:
Pensierineccesso 2.0

che ringrazio moltissimo.

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Il quaderno è quello con la scritta blogosfera, amenità
lunedì, 26 marzo 2007

for once in my life

Ballare abbracciata a qualcuno. Come nei telefilm di Ally quando canta Vonda Shepard.
Ridendo. Senza pestare i piedi. Senza il pensiero fisso di essere fuori posto.
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Il quaderno è quello con la scritta brainstorming
domenica, 25 marzo 2007

millennium bag

Ci sono manie incontrollabili. Io sono una maniaca delle borse per computer. Ne ho a zaino, a second skin, a tracolla, a valigia. Mi nego un sacco di altre cose, ma considerato che non bevo, non fumo, esco poco e non ho una macchina nè una famiglia da mantenere, beh, una cosa concedetemela.

E quando vedo le nuove, con tecnologia iTrak, o le meraviglie della Tucano, o ancora quelle LA Robe o quelle in neoprene, impazzisco.
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Il quaderno è quello con la scritta amenità, vocina-shaped world
sabato, 24 marzo 2007

io e spiderman (#1)

Ho sempre sognato di baciare Spiderman.
Proprio uno di quelli al contrario, come nel film. Con la pioggia. Non mi ci vedo molto come Mary Jane, ma questo è di secondaria importanza. Che poi pure lui, mica è proprio un figo. A volte con quella montatura oscena è inguardabile. Però è fotografo, e questo aiuta. Mi piacciono un sacco i fotografi.

Che poi, in un universo parallelo, vocina e spiderman escono pure insieme.
Ogni tanto ci facciamo una pizza. Del resto lui era pure un portapizze, quindi anche se è un po' squattrinato la pizza ci sta. Al cinema no, vedi. Quello no. Ma a teatro sì. Però nell'universo parallelo vocina non può fare l'attrice come Mary Jane. Non se ne parla proprio. Fa la cantante. Ma proprio di professione.
Spiderman.. ops, scusate, Peter, non è che venga sempre quando vocina canta. Però devo ammettere che quando c'è si fa notare. In genere mi porta una rosa. Dai, è carino, in fondo. Poi magari è impacciato, non riesce a dirmi le cose. Però a me piace così. E quando lo vedo sfrecciare con quella tutina non capisco più niente.

Però, vabbè, è spiderman. E quindi io faccio finta di non sapere dove diavolo sia quando sparisce, ma io lo so che va a salvare il pianeta. A lottare col nemico.
Devo dire che ancora il nemico non mi ha presa in ostaggio, ma io sto in guardia. E non dimentichiamo che di mezzo c'è anche supervocina (che potete ritrovare cliccando qui) , che sa difendersi con i suoi poteri: le equazione e le deduzioni logiche sconosciute al mondo maschile.

Ma sorvoliamo.
Poco fa spiderman e io (nelle vesti di supervocina) abbiamo allestito una sala comandi nel nostro covo segreto. Qualche computer e un sacco di formule con cui abbiamo sottratto a un paese straniero un sacco di informazioni (eh, qui c'è clima da guerra fredda, che ci volete fare..).

Con queste informazioni faremo del bene al mondo. Cioè, così mi ha detto spiderman, che però poi è sparito perché l'ha chiamato JJJ, il direttore del Daily Bugle.

Boh, ora aspetto che rientri.
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Il quaderno è quello con la scritta supervocina, io e spiderman

Fa un freddo scandaloso, porca zozza. E io mangio grissini un po' per noia e un po' per gusto di sgranocchiare.

E ho una voglia folle di risentire Sleeping Satellite e ora me la cerco.
Scritto velocemente da littlevox alle 18:38 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (2)
Il quaderno è quello con la scritta brainstorming
venerdì, 23 marzo 2007

you don't know what live is

Metti una sera a un concerto. Una sera che poi diventa una notte, quasi una mattina, direi. E ti ritrovi con uno che andava a braccetto con Brecker. E il suo pianista ti chiede di cantare. E tu puoi fare solo un pezzo, con quella formazione lì.

Alle tre e mezzo del mattino.

Puoi fare solo You don't know what love is. Ma in C minore.

E te la canti un po' inconsapevole. Un po' perché sei cotta. Ma non è l'alcol, che non hai bevuto. E' che sei stata tutta la notte senza occhiali e sei un po' rincoglionita. E allora te la canti tutta a occhi chiusi, davanti a un quartetto schierato con dentro italiani e americani. E un po' perché hai imparato che buttarsi paga. Più che nascondersi, sempre. Se poi va male che cosa credi che cambierà nella tua vita?

Aperta parentesi:
Credete che prendere una stecca sul palco sia indicativo di che tipo di persona siete?
Non me la dimentico più questa frase, finché campo. Ha cambiato il mio modo di fare per molte cose. Proprio tante. Grazie donna del jazz, le tue lezioni sono ben più che lezioni.
Chiusa parentesi.

Insomma canti. Allunghi, contrai, rubi qualche variazione, cerchi un suono. Tanto non hai neanche il microfono, sei solo tu, un pianoforte e un contrabbasso. E' il suono che devi cercare. Chiudi gli occhi e ti getti dentro la B, e poi alla fine li riapri per vedere se ci sono davvero quelli lì, che ti hanno chiesto di cantare.

E poi scendi. E senti cose belle. Senti coccole da sconosciuti che ti incoraggiano, ti dicono le cose che neanche speravi di sentire, visto che pensavi che fosse solo un modo per stare seduti a bere una cosa con un po' di musica in sottofondo. Invece no, ti hanno ascoltato. E poi ti hanno detto.

E vai a nanna. E per la seconda sera in una settimana porti a casa belle parole. Tanto sonno e tanta stanchezza, ma sono cose per cui vale decisamente la pena.

Il titolo è una licenza poetica.
Scritto velocemente da littlevox alle 18:40 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (2)
Il quaderno è quello con la scritta pensieri, cose belle, jazz, vocina changes

deviazioni

Che poi uno non se le ricorda certe cose.
La sensazione di uno che ti guarda la bocca e poi si avvicina.

Quel brivido, ecco.

Quello è stato bello ritrovarlo. Peccato per la persona sbagliata.
Scritto velocemente da littlevox alle 18:27 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (5)
Il quaderno è quello con la scritta brainstorming
giovedì, 22 marzo 2007

Una cena da dio (part two)

"Ah che bravo"

Sorriso.

Zot.

(Di nuovo? E che diamine..)

"Che cosa ho fatto adesso?"
"Credi di fregarmi?"
E quando dio ti chiede se stai pensando di fregarlo, devi stare molto attento a che cosa rispondi.
(Forse meglio se stai zitto, via).
"Appunto, forse è meglio se stai zitto".
Dio ha sempre ragione. Almeno in casa sua.
"M" risponde lui, senza sbilanciarsi.
"Guarda, ti faccio un favore. Mi stai simpatico. Secondo me è meglio se questa cena la fai un'altra volta".
"Dici?"
"Sì. Meglio, molto meglio"
"E le mozzarelle?"
"..."
"No vabbè, mi scadono.. cioè non lo so, quanto dureranno in frigo?"

Zot.

A casa.
Solo.
(Uff, che palle)
L'orologio segna le sette.
(Ah, è pomeriggio. Cioè tutto questo non c'è mai stato. Oddio, forse sto seriamente impazzendo)

Nel frigo ci sono ancora le mozzarelle.
(Ah, beh, sono chiuse, quindi posso fidarmi della data di scadenza che c'è scritta sopra).
C'è anche tutto il resto.
(Vabbè, sarà per un'altra volta.
E' che non ho ben capito che cazzo sia successo
)

Drinn.

Campanello. E' lei.

(Aspetta, ma che cazzo sta succedendo? La cena non l'ho fatta. O sì? Ma che cazzo di giorno è? Porca miseria devo darmi una regolata, non ci capisco più niente)

"Ciao"
"Ciao"
"Allora andiamo?"
"...."
"...."
"Sì. Dove?"
"A pesca"
"..."
(Scusa, dio, abbi pazienza.. hai scordato di farmi vivere qualche puntata...)

Zot.

(Azz, veloce)
"Scusa?"
"Eh, no, dicevo.. Mi sfugge questa storia della pesca.. Cioè che io ci vado pure ogni tanto, ma insomma.. portarci lei.."
"Tu dubiti della provvidenza.."
(Senti, la provvidenza mi ha già bruciato una cena dove avevo cucinato da d...)
"Ehm.."
"Eh, no, non badarci, è solo il mio cervello.. eheh.. abbi pazienza.. tu che ne hai tanta.."
"Eh ma sto esaurendo le scorte".

Coff coff.

"Maledette sigarette senza filtro. Mi tocca farle con gli avanzi dei vostri inceneritori"
"Stai messo, bene, pure tu.."
"Ma come ti permetti?"
"Dai, scherzo.."
"Sei uno strano tu. Quasi quasi ti faccio diventare angelo".
"No, aspetta, subito? Così?"
"Vai a pesca, poi decido"
"Ok... però io i pesci non li so moltiplicare.. ancora.."

To be continued.
For previous episodes click here
Si ringrazia la Coapla

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Il quaderno è quello con la scritta roba a puntate
martedì, 20 marzo 2007

sessolomiricordocomesifa

Confido nel fatto che non ci siano educande da queste parti e vi lascio con questo ...


Che io giusto se li vedo mi ricordo qualcosa...
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Il quaderno è quello con la scritta ho visto, rete, amenità

io chiedo, non si sa mai

Find me somebody to love, find me somebody to love. Find me somebody to love, find me somebody to love. Find me somebody to love, find me somebody to love. Find me somebody to love, find me somebody to love. Find me somebody to love, find me somebody to love. Somebody, somebody, somebody, somebody, somebody find me somebody, find me somebody to love. Can anybody find me somebody to love?
Scritto velocemente da littlevox alle 00:06 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (2)
Il quaderno è quello con la scritta brainstorming
domenica, 18 marzo 2007

una cena da dio (part one)

Aveva preparato tutto. Padelle, pentole, cibarie.
Poi aveva pure chiesto consigli, rispolverato libri e stampanti per una cosa in grande stile. Insomma, un bel menù nero su bianco. Con tanto di indicazioni, preciso, perfetto.

Poi si era seduto a cena. Lei era lì. E probabilmente erano in due a sapere perché lei fosse lì. Ma non era il caso di dirselo adesso. Magari dopo, ecco. Perché ora c'era solo da ridere e chiacchierare, senza fretta. Poi succede che lui assaggia un boccone, e mentre chiude gli occhi perché quel boccone è veramente troppo buono (e ho cucinato proprio da dio, stasera, eh.. ), succede.

Cazzo, a volte succede pure questo. Che per un momento ti ritrovi in paradiso. Proprio quello vero, eh. Non quello con gli angeli e le nuvolette. Un paradiso di metri quadri e cemento, con un dio che fuma e che sarà alto sì e no un metro e quaranta.

"E quindi?"
(chomp..) ".... prego?"

Lui lo sa che è dio. Anche se l'iconografia ha giocato sporco in questo caso. Altro che triangoli e occhi. E' alto quanto un barattolo, e aspira come un camino di terza generazione.
"Lo sai che cosa avresti fatto dopo questo boccone?"
"mmm.. avrei inghiottito?"
"Sì. Bravo. L'ho detto che ti avevo trattato bene quando ho fatto il tuo impasto"
"..."
"Ad ogni modo c'è un'altra cosa. C'è che stavi per fare un'altra cosa. Una cosa che fai sempre quando sei a cena con qualcuno e stai particolarmente bene".
(no, non un rutto..) "..."
"Vabbè, forse il tuo impasto non è venuto poi così bene.."
"Non ti seguo (oddio gli ho dato del tu..)"
"Ok, facciamo così. Pensaci. Almeno questa volta, pensaci bene".
"(ma a che cosaaaaa???)"

E poi succede che lui è ancora lì. A tavola. E che inghiottisce. Beh, sì, una è andata, ok.
Lei sorride, "Ma hai fatto davvero tutto da solo?"
Lui prende il telefono, come fa sempre. Poi lo rimette giù.

"No. Da solo no. C'è un angelo con me. Ma non è alla mia tavola"

No, non lo dice. L'ha solo pensato. Perché vagliela a spiegare questa storia dell'angelo. E poi magari lei "Un angelo alla mia tavola" non l'ha mai visto, e magari non coglie la citazione e si trova pure male. No, meglio non dirlo.

Però l'ha pensato. Ecco che cos'era. Pensare. Era fin troppo semplice. (Dai, dio, ti ho sgamato, l'ho capito. Era pensare. Ma devo pensare a pensare bene quello che penso? Oh, ma è un casino)

"Sì".


To be continued.
Si ringraziano per l'ispirazione: spineless (il mio guru del post-racconto), quintin e due film che ho visto quando ero troppo piccola.


Scritto velocemente da littlevox alle 23:35 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (4)
Il quaderno è quello con la scritta roba a puntate

credits

Un doversoso ringraziamento a smusi, alla sua ospitalità e alla sua pazienza.
Un vaffanculo alla mia sveglia e al mio sonno.
Un grazie alla categoria bistrattata degli insegnanti*, che pur di fare gli alternativi ti dicono che sono pazzi del jazz (chissà poi se è vero) e se fai ritardare di mezz'ora un pullman con 50 persone perchè tu eri a letto mentre tutti erano già all'appuntamento**, e ti giustifichi dicendo che ieri avevi una serata e hai finito tardi, ti sorridono e per poco non ti fanno una carezza.



*diversi da quelli dei post qui sotto..
**per essere andata a letto alle 4 passate, e avere puntato la sveglia alle sei.. ehm.. sveglia? Chi si è svegliata? Quando ha suonato?? Ma soprattutto quando accidenti l'ho spenta nel sonno quella cazzo di sveglia??
Scritto velocemente da littlevox alle 22:59 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti
Il quaderno è quello con la scritta comunicazioni personali