Tutto sembra aver trovato il giusto peso. Ed eccole di nuovo quelle nuvole. Che straziano il sereno. Sono lì, sopra di me, sopra il mio cielo.
Abbracciami ancora.
Non dire una parola.

Meraviglia è avere lavorato tanto da potersi permettere un paio di scarpe da sogno. E altrettanta meraviglia è entrare in un negozio qualsiasi e trovare un paio di jeans che mi stanno finalmente bene. A 13 euro. I jeans. Le scarpe costavano qualche decina di paia di jeans..
Credo che oggi farò il mio primo sabato sera in giro notturno da non so più quando tempo. E scusate, ma sono le cinque, e quindi è ora che la femmina che è in me vada a prepararsi..
Qualcuno ha del mascara da prestarmi?
p.s. il camionista che abita dentro di me per oggi resta chiuso in uno stanzino. Per cortesia, lasciatelo dormire.
E poi camminare per ore a piedi e approdare a questo. E sedersi su una roccia, a strapiombo sul mare, e guardare fino alla fine quell'acqua e quei colori con cui tutto è cominciato.
Con cui è iniziata questa meraviglia, questa amicizia, questa gioia infinita che è una sorpresa continua.
E parlare dei colori, e della terra, e dell'acqua, come se fossero le cose più importanti del mondo. Perché poi un po' lo sono.
E restiamo così, scalzi e stanchi, a nutrirci di bellezza, proprio come ho sempre sognato. E poi finisce come un film, con gli idranti che partono e noi bloccati in un parco a cercare di evitare l'acqua, a bagnarci inevitabilmente, a ridere col fiatone, in un posto da fiaba.
A rileggerla sembra davvero che sia un film. Invece ero lì, e quanto è bello quando ti rendi conto che stai vivendo una cosa bellissima solo perchè non ti sei ritirata dai giochi quando già sapevi di avere perso. Preparata al peggio e lì a sperare per il meglio. Ecco che cosa mi fa vivere questi momenti impagabili. Semplicemente aprire il cuore a una persona e farcela entrare tutta intera, se merita. Anche se sembra che non possa darti niente. Invece no, mi sta riempendo di bellezza. E di sorrisi. E lui sa che ne ho bisogno.
Eh sì, ha ragione lethiz.. E rinnoviamo.
Da dove comincio? mm.. beh, intanto ho perso/mi hanno rubato il telefono. C'era la mia vita dentro, e chi mi conosce lo sa. No comment.
La verità è che, come ha osservato qualcuno, io non lascio mai il telefono. Lo tengo sempre in mano. Ma è successo che per una volta non aspettavo nessuna chiamata, non avevo voglia di ricevere nessuna chiamata, volevo solo godermi un momento in buona compagnia, in un supermercato. Una cosa scema. Ma in quel momento il mio mondo era pieno così. E qualcuno ha approfittato della mia distrazione.
Beh, va bene anche così. Devo recuperare un po' di numeri ma nella vita c'è di peggio.
Il lavoro fila. Le amicizie si sono fatte robuste e quelle nuove promettono bene. Ora dormo in una stanza dove prima c'era l'inferno. E' strano. Ma anche questo andava fatto. Non so, le cose mi sembrano andare nell'unico modo possibile, e non mi va di giudicare se sia un bene o un male. Mi piace prenderle così.
Ecco, per ora è tutto.
Anzi, no.
Un anno fa davo l'esame. Quello impossibile. Quello per avere il tesserino in pelle umana. E la sensazione di avere costruito qualcosa nel frattempo è splendida.
Tutti sono impazziti per l'iPod Touch. Che è bellissimo, assolutamente. Ma io chissà perchè mi sono convinta che fra un po' verrà fuori un iBook Touch o qualcosa di simile, e allora penso che aspetterò.
Ma questa meraviglia della natura:
Dico, questa meraviglia della natura... Non ha Safari, non ha il touchscreen, non ha il wi-fi.. no, ha solo il pregio di ospitare 160.. ehm, centosessanta.. dico CENTOSESSANTA GIGA di musica (quando le maiuscole sono d'obbligo.. mumucs insegna..).
E tutti lì a dirmi: ma quando diavolo li riempi 160 giga di musica?
Ehm.. quando? voi aspettate che io riesca a comprarlo, e poi so io come riempirlo.. ci metto dentro tutti i dischi che ho, comprese quelle gigantesche discografie che non ho mai avuto il coraggio di masterizzare, e i cofanetti atlantic, e le complete blue note recordings di monk, e tutto il resto.. e avrò spazio per tutto quello che deciderò di ascoltare almeno nei prossimi cinque anni..
Si ritorna al jazz, piano piano. Beh, non poi così piano, perché non ho ancora fatto una vera pausa. Ma ho deciso di andare un po' a ritroso. Così questo sarà un inverno in compagnia di Jelly Roll Morton, degli Hot Five, di Tristano, di Bill Evans, e di un bel po' di Coltrane. Perché Blue Trane non si può assolutamente leggere senza ascoltare. E poi devo recuperare anche Eric Dolphy, che è un capitolo (uno dei tanti..) su cui sono seriamente ignorante.
E si riprende a recensire i dischi da buona manovale del jazz, perché ho smesso per troppo tempo e adesso è ora di sudare swing da tutti i pori.
Si ritorna dal corso e c'è alanis. Per oggi zero jazz, domani ricomincio. Ma alanis mi è mancata un pochetto. E però ci sono state una marea di cose belle.
C'ero io prima di tutto. Io, diversa e un bel po' determinata, molto più di ogni altro anno. Finalmente con un obiettivo chiaro e preciso, e tutto il resto è venuto dopo. Tutto, dico. E' bello scoprire di poter essere di nuovo ambiziosa. Perchè ho un obiettivo molto preciso, ed è bello averne di nuovo uno (che non riguardi la vita sentimentale, soprattutto..).
Molto egocentrica, e mi ci voleva. Dovevo dedicarmi totalmente a me. E ci sono riuscita. Forse con qualche strascico ma io so che a questo giro era giusto così.
Le persone che erano con me, tre, anzi quattro, persone incredibili, sono state sempre lì accanto. Ognuna a modo suo. Ed è proprio bello guardare quanti modi ci siano per stare vicini a una persona.
E poi sorprese. Belle e brutte, ma tutte intense. Chi mi fa a pezzi perchè ho sbagliato tutto e io ho voglia di mollare tutto e poi penso che cazzo, no, io devo diventare la migliore e non ci sono santi. E allora scrivo, scrivo, scrivo. Ed è giusto anche questo, perchè anche le bastonate hanno il loro peso. E perchè mi sono rialzata alla grande. E saper sorridere a chi ti ha bastonato, sapendo quanto hai faticato per arrivare a superarlo, è una soddisfazione che non si può descrivere.
E chi non capisce quale sia la bellezza di trovare nella scrittura una sintesi delle proprie passioni. Perchè per me è così. E' l'unica cosa che può comprendere tutto quello che amo e che ho amato.
E poi vado in ordine sparso: i consigli, qui c'è tutto, devi solo raccontare la tua storia, io ti conosco, e grazie per avere cucinato, e ciro, e la triste, e il topo, e la custodia, e le foto, e bellezza, e il trucco e i capelli, e tu non sei come quelle che dalla foto non si capisce niente, e i baci, e quello ha rimorchiato, e i numeri da circo, giusto?, e dormi pure qui, e il tema di More than ever, e i balli, e le fotocopie di attilio, e il pomodoro, e sei diversa, e le pizze al volo, e le risate a tavola, e la serenità allegra e dolce di una squadra spettacolare di quattro persone in una casa troppo calda, e gli abbracci paterni, e non cantare perchè in fondo adesso sto bene anche senza cantare, e la mia cucciola che era la migliore, e una quantità impressionante di coccole, e la sorpresa di vedere che, per quanto incredibili, tutte questo cose sono venute dopo. Prima c'ero io.
E Mum, che ha reso tutto più semplice. E senza di lei, giuro, non sarei arrivata alla fine.