Gli appunti di Vocina (2.0)

Una scribacchina, divisa tra la comunicazione scritta e quella cantata, tra penna e corde vocali, tra mac e jazz

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domenica, 30 dicembre 2007

Credo sia ora di cambiare un po'.
Scritto velocemente da littlevox alle 15:48 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (6)
Il quaderno è quello con la scritta

domande

Mi chiedo perché ci siano insegnanti che scrivono libri con tutte le virgole sbagliate, mi chiedo perché quelli che fanno i sottotitoli dei dvd mettano lo spazio prima del punto di domanda, mi chiedo perché i locali che fanno il cenone con salsa (nel senso della musica) mettano in elenco la "baciata", mi chiedo perché poi la gente si incazzi se io noto queste cose.

Ma l'italiano è diventato un optional?
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Il quaderno è quello con la scritta itagliano
martedì, 25 dicembre 2007

presagi

Se durante la vigilia di Natale muore Oscar Peterson, non sarà un gran Natale.
E infatti non lo è.
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Il quaderno è quello con la scritta jazz
venerdì, 14 dicembre 2007

Lettera (22) aperta - anzi chiusa - per i miei futuri colleghi

Cari ragazzi
voi che state lì a fare il vostro master, la vostra scuola di giornalismo, il vostro praticantato, con tutta la gioia del pianeta e una cambiale sulla testa,

voi che vi avvicinate alla professione un giorno di più, perché si avvicina il giorno dell'esame, e si avvicina soprattutto l'dea di un lavoro vero,

sappiate che il lavoro vero non esiste, ma non è tanto questo che volevo dirvi.

Voi non potrete mai, mai capire che cosa significa fare un esame di Stato, nel 2000-e-passa, con una macchina da scrivere. E soprattutto non potrete raccontare, nelle serate tra vecchi amici, quali follie avete dovuto fare su quell'arnese di ferro. Voi avrete un pc.

Qualcuno ha capito che basta consegnare solo schermi e tastiere a 700 praticanti per evitare di dover intasare le filiali Buffetti e Olivetti con richieste assurde tipo "trenta nastri per me e tutti i miei colleghi" o "E come si fa per cancellare?" "E se devo tornare indietro?"

Ora. E' vero, la macchina da scrivere era obsoleta, era anacronistica, era introvabile, il nastro si sfasciava tra le mani, le lettere si incastravano in ingorghi di sillabe, e il suono di 700 persone che battono a macchina in un androne è un suono che esiste solo due volte l'anno. Là dentro.

Io sono una strana, e a me quel suono piaceva. Quando ho finito il compito, mi sono allontanata, ho tolto i tappi per le orecchie e l'ho ascoltato. C'era vita e sudore dentro quel suono. C'erano anche tante cose che non posso scrivere, ma in sostanza mi piace ricordare la bella sensazione.

C'erano nastri per terra, carte stracciate, cancellina di ogni genere, facce disperate per essere state catapultate di colpo a metà Novecento, quando "copia e incolla" era un modo di dire che usavano solo in cartoleria, al massimo in tipografia.

Voi questo non lo potrete mai vedere.

Io sono felice per voi, quando potrete cancellare, tagliare e incollare, scrivere idee sparse e poi spostarle. Noi non potevamo.

Ma quando un solo server dovrà gestire 700 persone che assaliranno Word come se fosse l'ultima pizzeria aperta nel giorno della finale dei mondiali, io vorrei essere lì, solo un momento.

E vedere quella clessidra che fa riflesso sui vostri occhiali.

Lo so, sono una stronza.
Scritto velocemente da littlevox alle 14:12 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
Il quaderno è quello con la scritta giornalismo
lunedì, 10 dicembre 2007

Ecco, è solo per dire che sto maluccio. Non scrivo perché sprigiono bacilli, muco e quant'altro. Sono stata qualche giorno fuori, stavo male prima, e al ritorno stavo pure peggio. Ma è anche vero che nel viaggio ho visto cose meravigliose, compresa quell'indian summer che pensavo di dover andare a cercare in Canada. Invece l'ho trovata tra le colline dell'Umbria. Beh, però questa volta al ritorno sono andata dal medico.
Scritto velocemente da littlevox alle 21:53 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
Il quaderno è quello con la scritta viaggi, schifezze
lunedì, 03 dicembre 2007

E odio anche..

.. amiche di amici a cui presti un libro sulla fiducia. Un libro su cui hai sputato sangue, uno degli ultimi esami universitari, praticamente quello che dava il nome al tuo corso di laurea, quello che amavi e odiavi. Lo avevi fatto diventare una pergamena decorata con miliardate di appunti a bordo pagina, sottolineature, asterischi. C'era vita là dentro. La signorina, peraltro sconosciuta, lo tiene più di un anno. Poco male, non è che mi serva, ma è pur sempre un pezzo di me, l'esame lei l'ha dato, quindi lo rivorrei.

Mi viene restituito, attraverso un'altra persona. Sicché questa qui io non l'ho mai vista in faccia.

Busta di libreria. Libro.

Ultima edizione. Nuovo. Fresco di stampa.

Puttana, quello non è il mio libro. Non c'è un accidente del mio libro in quelle pagine. Se l'hai perso abbi il coraggio di dirmelo in faccia, perché i soldi che hai speso per ricomprarlo te li potevi risparmiare. Io di quell'ammasso di pagine nuove non me ne faccio un accidente di niente.

E ti odio.
Scritto velocemente da littlevox alle 12:28 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
Il quaderno è quello con la scritta