Home »
brainstormingTag correlati:
pensieri,
vocina-shaped world,
cose belle,
musica,
jazz,
comunicazioni personali,
ho visto,
smusi,
vocina changes,
mah ,
tellmiuai,
cinema,
amenità ,
umanità varia,
sfighe
Ah, già. La gonna. Ecco, vediamo un po'. Allora, la infilo da su, va'. Maglietta nera. Questo reggiseno mi era costato un occhio della testa ma è splendido. Ok. Via, scarpe. Specchio. ...Beh. Yeah. Mica male. Ma se mettessi il vestitino? Eh, sì. Porca miseria. I 24 euro meglio spesi della mia vita. Ops, c'è l'etichetta. Azz, ma che ore sono? Sì, amica, ora mi trucco e sono pronta. Tu a posto? No, meglio le scarpe nere. Vabbè, meglio gli stivali. Sì. Macchina. Mi sembrano secoli dall'ultima volta che mi sono messa in tiro. A dire la verità mi sembra di non averlo mai fatto. Ma non importa. Amica, sei uno spettacolo. Che bello essere qui. Forse il lavoro lo sto amando anche perché nel contesto ci sei tu, e questa casa, e tutte queste cose.
Che carini gli allievi di smusi. Sono teneri. E sono tutti belli. Le ragazze sono dei fiori. Vent'anni, come fanno a non esserlo? A dire la verità forse lo ero anche io alla loro età. Ma non lo sapevo, e nessuno me l'ha mai detto. Ma non importa. A vent'anni studiavo e basta. E cantavo. E tu sei quello che era sul palco. Accidenti ma lo sai che da dove ero io sembravi bruttissimo? Invece sei uno splendore. Di più. Mi dio, sei bellissimo. Quanti? 23. Azz. Ma dai, chi se ne frega? C'è qualcosa di male se mentre parli mi faccio un paio di film? E hai un sorriso da paura. Che bello. E mi chiami per nome. E anche io so il tuo, e questa cosa mi piace un sacco. A dire la verità nel mio film mi dici un sacco di altre cose, ma non te le vengo a dire, non ti preoccupare. Tu fai quello che devi fare. Canta, parla, sorridi con quel sole che hai sul viso. Mi hai ricordato che in fondo la vita è fatta di incontri. E che se domani incontrassi in un negozio il tuo viso su un trentenne gli farei una corte spietata. E affilerei le armi. Altro che mascara.
Basta uomini distrutti. Voglio persone senza problemi. Voglio ridere, e parlare. E andare in giro, vedere posti.
Certo che però sei proprio bello. Via, ti bacio pure prima di andare, qui c'è un clima talmente familiare che ci sta. A volte basta niente per cambiare le giornate. E la cosa bella è che tu non hai neanche dovuto faticare per farlo. Ciao bello. Adesso casa, domani lavoro. Oddio, le tre..
Prima volevo farne la mia vita, ed era tutto facilissimo. Adesso che è confinato a un hobby, cantare è diventata un'impresa. La voce a volte sembra un macigno, ed è un gran casino sgrossare e poi scoprire che anche quello che c'è sotto lo sgrossamento ha perso completamente la sua forma. L'altro giorno ho pensato seriamente di mollare tutto. Se una cosa non deve farti campare, non deve essere un lavoro, ma dovrebbe solo regalarti quella cosa in più di cui si ha bisogno per vivere senza farsi schiacciare dagli eventi.. Perché farla se continuo a farla male e cercare di migliorare (con l'aiuto di una
persona, ma di quelle buone) mi fa solo stare peggio?
Poi mi sono rimessa ad ascoltare i cantanti. Ed era da un po' che non lo facevo. Poi è arrivata Effendi. Poi ho rifatto una capatina da Elisa. Poi, in mezzo allo sforzo immane per cantare un pezzo stupido, eccola lì. Quella cosa. Quella cosa che sembra che la tua voce sia un filo di cristallo, per un secondo solo, proprio in quella nota che veniva sempre con uno sforzo immane. Eccola.
No, non esce sempre, eh. Però è uscita una volta, due, e io quelle volte ho pigiato Rec. Adesso il casino è pigiare Play. Però ci provo, eh.
Succedono tante cose in questi giorni.. Mentre continuano i miei viaggi virtuali a New York, vedo
Giuliani, e lo ascolto soprattutto. E quando gli chiedo di firmarmi il
disco lui aspetta un attimo con la penna sul booklet e io penso: Ora mi chiede come mi chiamo.
No. Non me lo chiede.
E scrive. E per me questo vale più di duecento autografi.
Poi che altro? Venerdì c'è Bosso, e Moroni, e Furio. Non credo di dover aggiungere altro.
E invece sì. Studio, scrivo, ma scrivo proprio tanto, e la maggior parte delle cose non ha nulla a che fare con il lavoro. E se vuol dire che ho molto tempo libero, vuol dire anche che ho ritrovato cose che non facevo da molto tempo.
Poi col blog non so più bene che cosa fare. A volte vorrei scrivere tanto, ma mi sono accorta che non è una cosa buona scrivere di sé come facevo. E così spesso, nel mio egocentrismo, non so bene di che scrivere. A volte sembra un po' un Tumblr invece che un blog, ma vabbè. Deve trovare una dimensione.
E fra tre giorni sono tre anni.
In questa settimana è successo di tutto. Ho lavorato come una pazza, cantato, improvvisato molto (e una volta persino da soddisfare pure me), ho studiato, ho scritto, ho fatto interviste a americani che hanno cambiato la vita a tutti i loro contemporanei o quasi, ho fatto una figura di merda incredibile sul palco, ho risposto a telefonate che aspettavo da un po', ho ricevuto lettere e pensieri di amici.
Insomma, volevo ricordarmelo. Anche perché la settimana si chiude tra qualche ora e io temevo di non ricordare queste cose.
- (qui c'era scritta una cosa)
- (e anche qui c'era scritta una cosa)
Ecco. In sostanza oggi mi era venuta un'idea favolosa per un post. Due battute e basta. Ma purtroppo non ricordo nient'altro.
Approfitto dell'attenzione per un appello urgente al mio neurone.
Ti prego, tesoro, torna a casa. Non dirò più che ti venderei per due gambe lunghe. Giuro.
Volevo cambiare il blog. Non l'ho fatto.
Volevo cambiare teste, pensieri, convinzioni. Ho creduto di poterlo fare ma non l'ho fatto.
Volevo cambiare testa, pensieri. Le convinzioni no, quelle me le tengo.
Testa e pensieri, in fondo in fondo, sono sempre lì.
Dice bene Lorenzo. Siamo come il sole a mezzogiorno. Senza più nessuna ombra intorno.
Perché quando hai tutti i tuoi bei punti di riferimento, le tue certezze, le tue ancore di salvezza, poi arriva un periodo in cui non puoi più nasconderti. Quello grande sei tu. E gli altri cercano te. E tutt'attorno ti nascono bambini, famiglie, problemi. E tutt'intorno si sgretolano famiglie. E tutti cercano te, che sei grande, che devi avere un lavoro, una macchina, uno scopo, una destinazione, un fidanzato, e un sacco di altre cose.
E' stata dura. E ancora non ho un lavoro, una macchina, uno scopo, una destinazione, un fidanzato e un sacco di altre cose.
Ho qualche buon amico. Ho la mia musica. Ho la mia penna. E in realtà ho anche uno scopo. Io voglio essere felice. A costo di guardare con il naso all'insù il mondo in cui si hanno tutte quelle cose. Ma io nel mio mondo voglio rimanere in piedi, e sapere sempre chi sono. E se lo dimentico, so che c'è qualche buon amico a ricordarmelo.
And I didn't do it, I really did not
go off to lose the one thing I've got
Grazie a Rebekka Bakken per il titolo. E per il testo. Lei intendeva tutt'altro, lo so, ma non importa.
Mi è sempre piaciuta questa frase. Va detto che sta anche dentro una delle mie canzoni preferite, quella con il titolo più lungo del mondo, come dice Eddie Vedder quando la presenta. Beh è un po' che non scrivo qui. Mi sembra che ultimamente le cose che leggo siano più interessanti di quelle che mi vengono da dire. Vale anche per i blog, e le persone che frequento si rivelano spesso molto più notevoli di molte blogstar. Ma a parte questa parentesi, vediamo.. ho visto il jazz expo a cagliari, ho comprato un mare di dischi (non a cagliari, dico ultimamente..), infatti non ho più un soldo, ma i cd sono una cosa meravigliosa. La musica, sì, ma il formato del cd è la sintesi della perfezione, quadrato fuori e tondo dentro, è una gioia quando posso permettermene qualcuno che ho amato per un bel po'..
Poi che raccontare.. sto cercando di rendere la scrittura più bella, semplicemente. Non sul blog, eh. Dico sul lavoro. Vabbè, hai detto niente.. più bella significa tante cose, più scorrevole, con un ritmo diverso, con un suono diverso. Ecco, forse è questo. Sto cercando un suono. Alla fine tanto vado a parare sempre lì.
Poi il conservatorio. Iniziato. Beh, sono giusto un'allieva sull'elenco, non c'è molto da segnalare. Salvo che ho avuto la conferma di quanto la parte teorica di questa musica strana sia quella che forse davvero amo di più. Dio che frase lunga.
Poi ho sentito vecchi amici. E i loro successi sono i miei. Ed è bello poter dire finalmente a qualcuno che ce l'ha fatta, che è arrivato dove voleva, che la fatica e il sudore sono serviti. Ti viene quasi da pensare che forse non è poi così schifoso questo mondo, che a volte si premia anche chi cerca di dare tutto. Beh, io per ora mi prendo i miei tre anni sabbatici, che sembrano tanti ma non sono poi così tanti. O forse sono io che cerco di convincermene.
E così cambio e metto su Daysleeper dei Rem, e allora anche il grigio di questa giornata sembra una cosa da conservare. Molte amiche che compiono trent'anni in questi giorni. Io che mi sono innamorata di questo numero da quando ne avevo 29 penso che sia un'età bella. Più di tutte le altre che ho passato. Nonostante ora io non abbia niente di cui essere felice oltre la norma. Però sono io, so chi sono e che cosa voglio. E poi finisco su The one I love. Quanto amo questa canzone. E fa strano pensarci, io ce l'ho sempre the one i love. Ce l'ho sempre in testa, dico, che lui lo sappia o no. Ora sono mesi che non trovo neanche una persona interessante, una che valga la pena di pensare prima di addormentarsi. Inizio a pensare che l'idea di fare davvero l'absolute-single non sia poi così remota.
Vabbè, finché avrò un concerto da vedere e una musica di cui scrivere credo che andrà bene anche così.
Eh sì, ha ragione lethiz.. E rinnoviamo.
Da dove comincio? mm.. beh, intanto ho perso/mi hanno rubato il telefono. C'era la mia vita dentro, e chi mi conosce lo sa. No comment.
La verità è che, come ha osservato qualcuno, io non lascio mai il telefono. Lo tengo sempre in mano. Ma è successo che per una volta non aspettavo nessuna chiamata, non avevo voglia di ricevere nessuna chiamata, volevo solo godermi un momento in buona compagnia, in un supermercato. Una cosa scema. Ma in quel momento il mio mondo era pieno così. E qualcuno ha approfittato della mia distrazione.
Beh, va bene anche così. Devo recuperare un po' di numeri ma nella vita c'è di peggio.
Il lavoro fila. Le amicizie si sono fatte robuste e quelle nuove promettono bene. Ora dormo in una stanza dove prima c'era l'inferno. E' strano. Ma anche questo andava fatto. Non so, le cose mi sembrano andare nell'unico modo possibile, e non mi va di giudicare se sia un bene o un male. Mi piace prenderle così.
Ecco, per ora è tutto.
Anzi, no.
Un anno fa davo l'esame. Quello impossibile. Quello per avere il tesserino in pelle umana. E la sensazione di avere costruito qualcosa nel frattempo è splendida.
Si ritorna dal corso e c'è alanis. Per oggi zero jazz, domani ricomincio. Ma alanis mi è mancata un pochetto. E però ci sono state una marea di cose belle.
C'ero io prima di tutto. Io, diversa e un bel po' determinata, molto più di ogni altro anno. Finalmente con un obiettivo chiaro e preciso, e tutto il resto è venuto dopo. Tutto, dico. E' bello scoprire di poter essere di nuovo ambiziosa. Perchè ho un obiettivo molto preciso, ed è bello averne di nuovo uno (che non riguardi la vita sentimentale, soprattutto..).
Molto egocentrica, e mi ci voleva. Dovevo dedicarmi totalmente a me. E ci sono riuscita. Forse con qualche strascico ma io so che a questo giro era giusto così.
Le persone che erano con me, tre, anzi quattro, persone incredibili, sono state sempre lì accanto. Ognuna a modo suo. Ed è proprio bello guardare quanti modi ci siano per stare vicini a una persona.
E poi sorprese. Belle e brutte, ma tutte intense. Chi mi fa a pezzi perchè ho sbagliato tutto e io ho voglia di mollare tutto e poi penso che cazzo, no, io devo diventare la migliore e non ci sono santi. E allora scrivo, scrivo, scrivo. Ed è giusto anche questo, perchè anche le bastonate hanno il loro peso. E perchè mi sono rialzata alla grande. E saper sorridere a chi ti ha bastonato, sapendo quanto hai faticato per arrivare a superarlo, è una soddisfazione che non si può descrivere.
E chi non capisce quale sia la bellezza di trovare nella scrittura una sintesi delle proprie passioni. Perchè per me è così. E' l'unica cosa che può comprendere tutto quello che amo e che ho amato.
E poi vado in ordine sparso: i consigli, qui c'è tutto, devi solo raccontare la tua storia, io ti conosco, e grazie per avere cucinato, e ciro, e la triste, e il topo, e la custodia, e le foto, e bellezza, e il trucco e i capelli, e tu non sei come quelle che dalla foto non si capisce niente, e i baci, e quello ha rimorchiato, e i numeri da circo, giusto?, e dormi pure qui, e il tema di More than ever, e i balli, e le fotocopie di attilio, e il pomodoro, e sei diversa, e le pizze al volo, e le risate a tavola, e la serenità allegra e dolce di una squadra spettacolare di quattro persone in una casa troppo calda, e gli abbracci paterni, e non cantare perchè in fondo adesso sto bene anche senza cantare, e la mia cucciola che era la migliore, e una quantità impressionante di coccole, e la sorpresa di vedere che, per quanto incredibili, tutte questo cose sono venute dopo. Prima c'ero io.
E Mum, che ha reso tutto più semplice. E senza di lei, giuro, non sarei arrivata alla fine.
Oggi si parte. Si sta via un po'.
Arrivano per telefono le prime rate di quello che a quanto pare la mia fatica di venticinque anni sui banchi ha prodotto. (costruzione lunga e illeggibile ma pigliàtela così)
Non arrivano a voce i crediti che pensavo di avere maturato in quasi un anno di cura devota e premurosa.
Arrivano a pelle sensazioni che mi fanno camminare a un metro da terra, e sorridere come una scema quando mi perdo a pensare.
Ho ritrovato occhi e mani. E pensieri. Mancano solo un paio di cosette, ma per adesso parto. Poi ci penserò.
Ad ogni modo, è inutile. Sono un'ottimista senza speranze. Non penso che il mondo mi debba qualcosa o che una grande ricompensa mi aspetti dietro l'angolo, anzi. Ma quando cerco qualcosa continuo a vedere le cose belle, e tendo a dimenticare tutto quello che è totalmente a mio sfavore. E non sempre è una cosa buona. Perchè poi a volte mi scende tutto addosso e crollo. Vabbè, magari uno o due giorni neri, poi mi ripiglio. Lo so che alla fine anche questo è un modo di travisare la realtà..
Ma volete mettere con la gioia di essere in brodo di giuggiole anche quando c'è pochissimo per cui essere felici?
Beh, io preferisco così.
Sono in vena di scrivere, ma non so cosa. Allora diciamo un po' di cose a casaccio. Sto lavorando tanto. E' bellissimo. Sto anche facendo orari a casino, cioè non ho orari nel lavoro, ma mi ritaglio i miei spazietti e questo mi piace un sacco. Prima o poi il lavoro porterà il soldo e allora un viaggio non me lo leva nessuno. Devo assolutamente comprare un paio di scarpe estive. Ma io odio comprare scarpe e così ho ancora gli stivali invernali. Ho già programmato tutta l'estate fino ad agosto, e ho una serie di cose belle per l'inverno, che avevo rimandato perchè quando prendi cento euro al mese non è che puoi programmare molto.. Ma ora che entrano due soldini in più forse posso fare qualche programmino. Niente di folle, solo cose che servono per realizzare il mio obiettivo. Devo trovare un modo per fuggire da Cabras in mattinata. Devo trovare un modo per fuggire a Roma senza fare casini con gli orari. Devo perdere ancora qualche chilo. Non riesco ad andare in palestra perchè lavoro troppo, porca miseria..
E ora devo andare alle poste, poi a studiare, poi a lavoro, poi forse al cinema e poi di nuovo a studiare.
Sta cantando Joni Mitchell. E già questa è una cosa buona.
Il nuovo lavoretto dà le sue soddisfazioni, e mi diverte un sacco.
E da domani palestra, via.
Via la ciccia. Facciamo che butto giù 10-15 chili, e poi ritorno all'attacco. Bellissima, o almeno meglio di ora, no? Poi magari bellissima non lo sarò mai, ma almeno mi levo lo sfizio di vestirmi da figa e di trovare sempre la taglia.
Poi faccio sogni strani, di gente che mi coccola, che mi cammina vicino.
E anche nella vita reale succede, per fortuna. Con altre persone, ma succede, ed è già una cosa buona.
Che altro.. Beh, in questi giorni rido. Mettiamola così. Ci sono dei momenti in cui proprio rido di gusto, e anche se tutto il resto manca, ridere è una cosa bellissima. Ridere in compagnia. Non solo divertirsi, o stare bene, o qualcosa di simile. Proprio ridere. E vedere che lo fanno anche le persone che sono con te.
E' bellissimo, non c'è proprio niente da dire.
Vi sembrerà una scemenza, ma quando tutto il resto è un casino, se riuscite a ridere di gusto con una persona, avete vinto voi.
Dovrei raccontare due giorni di passione. Di tremarelle e di tensioni perfette. Di tutto il corpo che fa le bizze mentre canto e di me che non so dire no alle persone che meriterebbero solo un atteggiamento di sufficienza. Di una signora che meriterebbe l'oscar per la mammosità, di una amica che mi coccola tanto.
Di un pranzo spettacolare e di un inaspettato invito a cena, come quasi dieci anni fa. Quelle cose semplici che fanno piacere.
Di un babbo visto per caso, con una busta in mano e una mano fasciata. E con un viso così diverso ma così riconoscibile a quello che invece ho visto per tanto tempo. Ma il gilet è quello, non posso sbagliare, e per avere la conferma devo sentirlo parlare. Ed è lui, e quel tono di voce è anche quello del mio capo. Che pensa di essere lontano mille miglia e invece per me è sempre qui, da qualche parte.
Di una coccola arrivata alle due del mattino. Di tante parole belle da tante persone. Di un gruppo di persone musicalmente mediocri, esattamente come me, e che per questo ho adorato, perchè lo vedevo che bastava poco perchè fosse un po' più jazz, e questo mi piaceva un sacco, perchè forse anche a me basta poco.
Di una grande voglia di avere progetti, di avere tempo per me, di stare a casa. Ed è bello arrivare a desiderarlo mentre prima ci stavi anche troppo tempo. Vuol dire che le cose cambiano.
E quando le cose cambiano è quasi sempre un bene.
Un concerto bellissimo.
Uno di quei concerti così ricchi di bellezza e di spiritualità che anche una come me avrebbe potuto decidere di iniziare a credere in qualcosa.
Oggi è una giornata speciale. E' nata una persona speciale, e voglio che sappia che lo è veramente.
Oggi è stata anche una giornata di sogni, di pensieri dolci e di pensieri cattivissimi. Ma in fondo poi di normali ore che trascorrono. Adesso sono le tre e credo che sia ora di nanna.
Peter, ti va di fare una passeggiata con me stanotte?
Oggi sveglia presto e tante cose da fare. Sento musica buona, ho una pila di cd che mi guarda dalla scrivania, ho persona da vedere, manoscritti da copiare, articoli da scrivere, insomma tante cose. E sono contenta. Non riesco molto a decifrare questi giorni. Insomma, lavorare senza essere pagati, anche se sai che i soldi arriveranno, è dura. Poi ormai sono abituata al fatto che le cifre promesse non arrivano mai. Ne arriva un quarto, a volte. Non lo so. Però sono un po' a terra. Anche per i soldi, ma anche perché mi mancano troppo gli abbracci. E insomma, l'ho detto. Ecco.