Gli appunti di Vocina (2.0)

Una scribacchina, divisa tra la comunicazione scritta e quella cantata, tra penna e corde vocali, tra mac e jazz

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giovedì, 05 giugno 2008

I love shopping con Smusi

Quant'è che non scrivo? un mese?

beh, non avevo molto da dire.

Adesso sì.

Perché il mio viaggio a Milano con Smusi ha risvegliato la mia femminilità (e che ci volete fare, gli uomini presi uno per uno mi fanno sentire un maschio, le vetrine prese a grappoli mi fa sentire femmina..), e perché il giornale ha risvegliato la giornalista. Quindi ora si lavora, e con molta voglia di fare.

Da dove parto? Mah, non so, ma la direzione è Orio al Serio. Del viaggio di andata ricordo poco. Però mi ricordo che la prima cosa che ho visto a Milano (diciamo in autostrada) è un camper. Che dietro, invece della solita bicicletta, aveva attaccata una Smart. E mi sono detta: sì, baby, sei a Milano.

Alla Grand Central Station (ops, ehm, quella è a New York.. ma come dicono in Madagascar, anche a Milano "è grande, è centrale.. ed è una STAZIONE") ci sono troppe cose, ma mi dispiace che ci fossero i lavori in corso. Mi piaceva quel clima di casino sparso attraverso cui potevi guardare per ore. Adesso si vedono solo pannelli.

L'albergo doveva lasciarci la stanza pronta, ma come nelle migliori favole stavano ancora facendo il letto (ognuno cresce con le favole che si merita). Aspettiamo. Usciamo? ma sì, và.

Prima tappa. H&M. Perché sì. Perché volevo vedere la faccia di Smusi davanti a tutto quel ben di dio. Completini, magliette, vestiti. Tutto quello che serve a una splendida trentenne per diventare ancora più splendida. E se ha un bancomat diventerà splendido anche quello, a forza di essere lucidato nei pos.

Seconda tappa. il McDonald's. Perché sì. Perché volevo vedere la faccia di Denise nel vedermi lì dopo secoli, in fila alla sua cassa. Senza sapere che il menù che avevo preparato per lei era molto più special di qualunque big mac senza il cetriolone. E' lì che lavora ed è uno spettacolo vederle letteralmente la sorpresa in faccia.

Poi è tutto hard shopping. Abbiamo fatto finta di fare le turiste, ma si vedeva troppo che eravamo in missione per conto di dio(r). Io avevo la lista e gli orari di ogni outlet di milano. Ma non solo.

Avevo la mappa per la Birdland, dove ho avuto una crisi mistica. Perché io non potrò mai leggere tutti quei libri sul jazz. E mi sono dovuta sedere, perché la sindrome di Stendhal ti può fare secco anche davanti a tutti gli arretrati di DownBeat, ai saggi di Carr, alle History of Jazz di ogni epoca, alle biografie e alle autobiografie. E la stessa cosa è successa alla Fnac, e alla Ricordi. Perché quei dischi erano troppi, e io non sapevo scegliere. Non ero in grado di decidere perché un disco splendido di McCoy Tyner dovesse essere lasciato lì per prendere Black, Brown And Beige di Ellington. O perché dovessi prendere il cofanetto di Miles e Gil Evans e lasciare lì tutte le incisioni di Dexter Gordon. E poi ritrovare il mio primo vero disco di jazz, che non ho mai avuto originale, anche se avevo fotocopiato ogni angolo e rilegato persino il libretto (fotocopiato e ritagliato e incollato). Porgy & Bess nella versione di Ella e Louis.

Ma come si fa? io non sono capace di decidere davanti a tutte quelle meraviglie. Allora mi sono arresa e le ho lasciate tutte lì. Ma ho portato a casa le recensioni degli ultimi sessant'anni di DownBeat. Perché lo desideravo da morire. Ed era l'ultimo rimasto in tutta Italia.

Poi.. molti H&M, molte camminate, molte metro, molti panini, nessuno spizzico (o quasi..), molto bello vedere persone che si adorano.

E un'ultima cosa. Io sono una che non mischia mai. Ma siccome non bevo, il problema si pone altrove. Io vivo in microcosmi che non si incontrano mai. I miei migliori amici non conoscono mai i miei altri migliori amici. Per scelta. Perché ognuno di loro riflette un lato di me che fa a pugni con altri lati di me, ma che esiste e con cui voglio vivere. Chi legge questo blog lo sa. Spesso conosce me e basta, slegata da tutto il resto della mia vita. Ed è così che a me piace. Ma questa volta potevo fare un'eccezione. Smusi e Denise. Avevo anche un po' di paura. Però ha funzionato, e quando ogni tanto mi giravo e le vedevo parlare, queste due meraviglie che fino al pomeriggio quasi non sapevano neanche che si sarebbero incontrate, io sorridevo. Era una gioia. Era come vedere due parti di me che ridevano insieme.

Una cosa che non mi era mai capitata nella vita.

E non avrei finito. Perché ci sarebbero le risate totali, quelle che non ti fanno respirare, che ridi e cammini e pensi "ora muoio, cazzo, se non respiro muoio qui, muoio ridendo". E mille altre cose.

Ma sono troppo stanca. E sto scrivendo da un'ora.

E voi sarete stanchi di leggere.




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martedì, 13 maggio 2008

I've tried and I've waited

Prima volevo farne la mia vita, ed era tutto facilissimo. Adesso che è confinato a un hobby, cantare è diventata un'impresa. La voce a volte sembra un macigno, ed è un gran casino sgrossare e poi scoprire che anche quello che c'è sotto lo sgrossamento ha perso completamente la sua forma. L'altro giorno ho pensato seriamente di mollare tutto. Se una cosa non deve farti campare, non deve essere un lavoro, ma dovrebbe solo regalarti quella cosa in più di cui si ha bisogno per vivere senza farsi schiacciare dagli eventi.. Perché farla se continuo a farla male e cercare di migliorare (con l'aiuto di una persona, ma di quelle buone) mi fa solo stare peggio?
Poi mi sono rimessa ad ascoltare i cantanti. Ed era da un po' che non lo facevo. Poi è arrivata Effendi. Poi ho rifatto una capatina da Elisa. Poi, in mezzo allo sforzo immane per cantare un pezzo stupido, eccola lì. Quella cosa. Quella cosa che sembra che la tua voce sia un filo di cristallo, per un secondo solo, proprio in quella nota che veniva sempre con uno sforzo immane. Eccola.

No, non esce sempre, eh. Però è uscita una volta, due, e io quelle volte ho pigiato Rec. Adesso il casino è pigiare Play. Però ci provo, eh.
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sabato, 12 aprile 2008

Il titolo non mi viene #2

Alle tre e trentasette inizio a scrivere questo post. E finirò tra circa due minuti. Però quando ascolti un concerto di Rosario Giuliani, in cui lui suona con persone che ti sono care, poi ti rimane dentro qualcosa di più della musica. E' come avere assistito a una tappa della loro vita. Non so se loro la considerino così, ma a me piace pensarlo. Allora, dopo i bis e le chiacchiere, si finisce con un torneo di biliardino, ovviamente. Dove Giuliani, in coppia con Smusi, vince e stravince (ma prevalentemente per merito di Smusi, sia chiaro).

Il resto ve lo dico domani.
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martedì, 08 aprile 2008

Letter to a friend

Questo post è dedicato a una persona che si sta prendendo cura di me. A una persona che ha scelto di farlo, e non succedeva da tanto tempo. Che qualcuno si prendesse un impegno con me, intendo. Lei è sempre stata qui, e ha fatto tanto, nelle situazioni più gravi, in quelle in cui si svelano gli amici.
Questa volta non c'era niente di grave, nel senso in cui lo intendo io. E forse per questo l'ho apprezzato ancora di più.
Insomma questa persona si è presa un impegno e lo sta portando avanti con una tenerezza e una delicatezza che a volte sono disarmanti. Quando faccio schifezze mi guarda serena, mi sorride. Mi prende per mano e mi fa ripercorrere tutte quelle tappe che io ho fatto.. come dire.. da turista fai da te. Invece lei mi sta facendo da cicerone, mi spiega tutto, mi fa fermare nei punti più belli e in quelli dove il corso del tempo ha fatto disastri.
Io non so se riuscirò a ripagare tutta questa cura, questa amicizia, questo sostegno che mi sta dando.. in tutti i sensi. Però volevo dirle che anche se l'impegno finisse oggi, avrebbe già fatto tantissimo, e che me lo ricorderò finché campo.

E le voglio un mondo di bene.
A Smusi.
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Il quaderno è quello con la scritta comunicazioni personali, vocina-shaped world, smusi
lunedì, 28 maggio 2007

Nu Goro

Dovrei raccontare due giorni di passione. Di tremarelle e di tensioni perfette. Di tutto il corpo che fa le bizze mentre canto e di me che non so dire no alle persone che meriterebbero solo un atteggiamento di sufficienza. Di una signora che meriterebbe l'oscar per la mammosità, di una amica che mi coccola tanto.
Di un pranzo spettacolare e di un inaspettato invito a cena, come quasi dieci anni fa. Quelle cose semplici che fanno piacere.

Di un babbo visto per caso, con una busta in mano e una mano fasciata. E con un viso così diverso ma così riconoscibile a quello che invece ho visto per tanto tempo. Ma il gilet è quello, non posso sbagliare, e per avere la conferma devo sentirlo parlare. Ed è lui, e quel tono di voce è anche quello del mio capo. Che pensa di essere lontano mille miglia e invece per me è sempre qui, da qualche parte.

Di una coccola arrivata alle due del mattino. Di tante parole belle da tante persone. Di un gruppo di persone musicalmente mediocri, esattamente come me, e che per questo ho adorato, perchè lo vedevo che bastava poco perchè fosse un po' più jazz, e questo mi piaceva un sacco, perchè forse anche a me basta poco.

Di una grande voglia di  avere progetti, di avere tempo per me, di stare a casa. Ed è bello arrivare a desiderarlo mentre prima  ci stavi anche troppo tempo. Vuol dire che le cose cambiano.

E quando le cose cambiano è quasi sempre un bene. 
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Il quaderno è quello con la scritta musica, brainstorming, ho visto, jazz, smusi, vocina changes
martedì, 13 marzo 2007

Metti una sera..

..di shopping con Smusi. Proprio quello selvaggio, con tanto di puntatina da parrucchiere. Che io non l'avevo praticamente mai fatta questa cosa qui, di andare in giro con una femmina (e che esemplare di femmina!) a farci i capelli insieme.

E invece mi sono divertita un sacco. Appena ho soldi veri me la porto a fare shopping ancora più selvaggio. E ora a casa a ripassare Peace che domani è il grande giorno e mi verrà una paura fottuta.
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Il quaderno è quello con la scritta pensieri, smusi
venerdì, 09 febbraio 2007

Per Smusi (she knows why)

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Il quaderno è quello con la scritta news, rete, smusi
lunedì, 08 gennaio 2007

(s)consigli per gli acquisti

Non comprate l'aria spray.

Io volevo solo fare una coccola al mac e levargli tutta la polvere da sotto i tasti. Invece quella cazzo di bomboletta spruzzava liquido, puttana. E ho imbrattato il caps lock, e il tasto delle maiuscole, e poco c'è mancato che imbrattassi la mela. Poi santa smusi ha pensato all'alcol. E in effetti avrei voluto ubriacarmi ma invece è venuto fuori che con l'alcol il mio mac è uscito pulito pulito. Solo che ora ha perso il suo profumo di bambino splendido. E sa vagamente di acciughe.
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venerdì, 29 dicembre 2006

la legge del giudice

Ieri ho incontrato Jude Law.

E giustamente tu hai pensato bene che invece per me andasse bene quel gesucristo del suo amico. Ora, con tutto il rispetto. Potevi semplicemente evitare? cioè vabbè, la mia amica merita, è vero. Merita tanto la mia amica adorata. Ma bisognava per forza dividere? e io dovevo andare per forza con l'intellettualoide anonimo col cappello da lester young e lei col figo quasi minorenne?
Ora, visto che lui aveva 25 anni e io 29, se permetti ci penso. Con tutto il rispetto, secondo me 25 vanno bene pure per te, amicamì, e infatti per me non c'è problema se ce lo dividiamo noi due. Uno con due occhi così.. mi va bene anche se me ne tocca solo un quarto.
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venerdì, 15 dicembre 2006

cazzate e mazzate

Veramente stanca, veramente contenta. Nottata smusichesca,  e cd arrivati, che meraviglia.

E oggi ho dato la mia prima mazzata. Ok, non si può fare sempre Alice nel paese delle meraviglie. Non è sempre tutto splendido, quindi è ora di farlo notare.

Io in genere dico solo quello che vedo e sento, perché mi dico che ho visto e sentito troppo poco per giudicare male qualcosa.

Ma stavolta avevo tutte le competenze per dare una mazzata. E l'ho data. Perché schifezze come quella non si possono sentire. E non è che solo perché siete voi potete permettervi di fare quelle schifezze. Il pubblico è il pubblico, non potete prenderlo per il culo.
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sabato, 09 dicembre 2006

ancora 48 ore

Sfasciata ma entusiasta. Ecco come definire i due giorni passati a invadere la vita di Smusi, che vive in un universo parallelo dove il fuso orario è ribaltato. Si fa colazione alla sette del pomeriggio, si va a letto alle undici del mattino, e i gatti (contrariamente a quanto succede nella vita reale) mi adorano!

Siccome lei me le ha cantate in rima, vediamo di risponderle per le rime (emulazione, no?)

Mia adorata Smusicando
questi giorni in tua dimora
sono passati chiacchierando
e facendo tarda l'ora

Sono entrata in confidenza
con potossolo e la gatta
qualche giorno di pazienza
e dirò "ormai è fatta!"

La nutella a colazione
di mattina, paste in mano
mo' ti rubo la pozione,
via di fibre a tutto spiano

E se pure l'organista
non la smette di ciarlare
gli si dà le fibre in busta
per poi dirgli "va a cagare!"

Dite tutti, a grande "oche"
mamme, figlie, preti e suore
che con canti e karaoke
metton solo buonumore!

Ma ora basta coi pensieri
di pozioni e di macchìni
mo' col sonno perso ieri
io ci dormo sogni fini

E a te grazie, amica mia
quei due giorni, dico adesso,
metton sì tanta allegria
da rifarli un po' più spesso.
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Il quaderno è quello con la scritta smusi
venerdì, 08 dicembre 2006

Sono anche le quattro..

..e siamo qui a mangiare Kitkat e scrivere sui blog. Appena rientrate, con la mia smusi, da una due giorni in cui non ci siamo fermate un attimo. Tipo che su 48 ore ne abbiamo dormite 4. Ma va bene. Oggi ho pure bevuto vodka (amichetti, è bellissima l'espressione che avete adesso, è come se vi vedessi..).

Mando sms che non ricevono risposta, ma sapete che vi dico? il gusto è mandarli. E dire "ma sì, perché no?, mica crolla il mondo". E' bello. E chidergli "chi sei?" per prenderlo per il culo. e io lo so che lui ha riso. Non mi ha risposto ma ha riso. Tanto alla fine mi cerca, non gliene frega ma mi cerca, e il mio ego è abbastanza gratificato.

E' bello svegliarsi la mattina che è ora di pranzo e mangiare pane e nutella, è bello passare le giornate con la qui presente splendida fanciulla, è bello vedere le sue allieve, è bello vedere quanto le vogliono bene ed è bello vedere le persone entusiaste. Mi danno gioia. E' bello avere ancora la voglia di dire a qualcuno come mi sentivo, è bello vedere che quella persona ne fa tesoro. E' semplicemente incantevole vedere che quella persona ne fa tesoro, ti sorride, e poi ti ringrazia.

Ed è bello quando le persone mi dimostrano fiducia. Quanto tempo era che non mi succedeva? ragazzi, avete idea di quando proprio ve la sentite addosso la fiducia? Ecco, così.
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martedì, 05 dicembre 2006

dichiarazione d'amore

Smusi, hai le sottilette più buone del mondo. E i gatti più adorabili del pianeta. Il primo gatto in assoluto che io abbia mai preso in braccio.

Felice!

Grazie di tutto. Ci vediamo nella due giorni. Non vedo l'ora.
Scritto velocemente da littlevox alle 01:44 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (3)
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giovedì, 30 novembre 2006

a nanna

Buonanotte ragazzi.

Smusi, tanto lo so che sei lì in agguato. Buona nanna pupa. Alla prossima, e ancora grazie. Di tutto tutto.
Scritto velocemente da littlevox alle 03:29 | Se lo vuoi a parte, è qui | E forse ci sono pure commenti (1)
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