because the nightE' la notte che rende le cose difficili. Non il giorno. Il giorno è uno spettacolo, ho il lavoro, posso giocare con le parole, posso mettere un po' di me dentro una cosa che finirà nelle mani di moltissime persone, e nessuno saprà che c'è un po' di me in quelle parole scritte grandi grandi. E a me questo piace. E' come se al posto di quelle parole ci fossi io che li guardo, dalla pagina del giornale. Loro leggono il titolo, e io sono quel titolo, e guardo loro, e mi diverte vedere le loro facce.
No, non è affatto il giorno. Il giorno in cui mi consegnano una busta, e c'è un numero che mi sembra gigantesco, e penso che è solo la prima metà, questo numero. Mi sembra un'infinità.
No, non è il giorno.
E' la notte. Quando mi metto sul divano e a un certo punto mi fermo a pensare. A come sarebbe stato. A chi avrebbe potuto essere. A chi sarà mai, il prossimo. A dove sarà. A che cosa dovrò dire e fare, quando capiterà di nuovo. E se. E come farò a spiegargli quello che è successo, perché a un certo punto dovrò spiegarglielo e allora forse tanto vale che non ci sia nessun prossimo.
E' la notte che mi fa cercare i telefilm di quando ero ragazzina, di quando mi facevo i film. Quei film che mi faccio ancora. Gli altri sognano. Io non sono proprio capace. Io mi faccio i film. I primi piani, il viso fra le mani. E quei baci. Io li vedo, nei film. Sono perfetti. Così perfetti che forse il paragone con quelli veri non reggerà mai. Ma che ne so. Chi se li ricorda quelli veri. Io ho i miei film.
Poi per fortuna ritorna il giorno. E io sono di nuovo dentro le parole.
la conserva
piccole donne cresconoCi sono cose da cui capisci che sei cresciuta. Tipo che non leggi più i libri con le figure. Che non ami più gli album di figurine. Che non hai più bisogno di avere un diario tutto colorato.
Poi c'è l'altra fase. Quando capisci che non ti importa se lui non si fa più vivo. Quando ti organizzi una serata da sola e stai bene davvero.
E poi c'è l'altra ancora.
Quella in cui capisci che non hai più bisogno di dimostrare che hai una terza e mettere reggiseni a mongolfiera sotto le magliette attilatte e accollate. No. Basta. Adesso mi metto quello che mi pare, e forse sono anche più bella. E soprattutto, se qualcuno vuole sapere che cosa c'è lì, non lo vedrà da fuori.
Non so perché ho scritto questo post. Qualcosa mi dice che sia proprio un disperato bisogno di essere guardata, ma faccio finta di non avere sentito.
Quello che non ti aspettiIn due soli giorni quello che non ti aspetti è di avere un sacco di cose da dire. Quello che non ti aspetti è che persone che non ricordi ti chiamino per nome, che vengano ad abbracciarti. E persone che hai incrociato solo per caso vengano a dirti la cosa più bella che ti sia stata detta da settimane.
Quello che non ti aspetti è ricordarti così bene un sistema che quando cerchi di ricordare un comando non ti viene proprio, e poi quando smetti di pensarci la mano va da sé, a fare quel gesto, quella combinazione di tasti che aveva fatto un miliardo di volte, prima di smettere.
Quello che non ti aspetti è che un posto che continui, in fondo, a odiare, ti strappi sempre un sorriso appena metti un piede dentro, la mattina, quando ancora non c'è nessuno. Quando il giornale ancora non esiste. E poter andare via, finalmente, quando il giornale ha una forma, e un po', anche se solo in qualche angoletto, ha anche la tua forma.
Quello che non ti aspetti è che chi ti sembrava la persona migliore e disinteressata ora ti guardi in cagnesco e ti saluti a stento.
Quello che non ti aspetti è tornare a casa, quella casa che così amichevolmente ti è stata messa a completa disposizione, e andare dritta nella stanza che hai messo in sesto a tua immagine e somiglianza, quella che tieni chiusa per tenerla al riparo dai peli dei gatti.
Quello che non ti aspetti è ritornare dopo 15 ore passate fuori, aprire quella porta e vedere il gatto uscire. Ed essere assalita dalla zaffata. E dover pulire pavimento, maglioni, valigia. E dover spruzzare profumo, e tanto. E alla fine sentire miao e vederli che ti zompano addosso. E non avere la forza di resistere.
Come per quel posto lì. Dove ci sono persone che adoro e persone che odio. Ma anche lì, anche quando mi arriva la zaffata, anche quando devo pulire le cose che io stessa ho cercato di sistemare affinché fossero perfette, anche lì poi non so resistere. E non vedo l'ora di tornarci. E qualcuno mi dice "guarda che ho sentito che sono cinque mesi, non cinque settimane". Ma non è così. Lo so che mi volete bene, ma avete preso un granchio. Faccio cinque settimane. E non mi devo fare nessuna illusione. E non ci avrei scommesso un soldo che mi venisse voglia di restarci, in quel posto lì. Invece ci lascio il cuore, ogni volta.
Tanto per chiarire
I've tried and I've waited
just a few things
Well, I fucking love you
Sum up
Revenge
varie ed eventuali
Il titolo non mi viene #2
Letter to a friend
Secrets and lies
Ecco